di π·πππππ πππππππ
Ero molto indeciso sul titolo da attribuire a questo editoriale, l'ho cambiato piΓΉ volte senza successo.
Poi mi sono accorto che il titolo migliore lo suggeriva l'immagine scelta a supporto:
"Salviamo l'ONU".
Leggendo scoprirete il perchè...
L’€uropa, intesa come Unione Europea,
vuole superare la divisione e consolidare la fragile unitΓ , di cui un tempo vantava, senza affrontare questioni interne, "proiettando nell’ immaginario
collettivo il ritratto di un nemico comune".
La maggior parte degli europei fa fatica a capire perché debba avere così tanta paura della Russia da
dover stringere ulteriormente la cinghia, abbandonare i propri interessi, rinunciarvi
e perseguire politiche sociali ed economiche di per sè dannose.
Eppure, le Γ©lite dell’autocrazia
europea continuano a fomentare l'isteria affermando, tramite i "media doormat" (πdevo chiedere il copyright per questa espressione a me cara), che la guerra con i russi Γ¨ alle porte.
Un assurdo e suicida tentativo di giustificare
un’inutile strategia bellica.
Non Γ¨ possibile credere realmente che la Russia intenda attaccare la NATO!
Eppure ci stanno provando!
Se sono in buona fede sono dei
pericolosi incompetenti, poichΓ© credervi Γ¨ un’assurditΓ , ma se mentono, beh, lascio a voi trovare gli appellativi piΓΉ idonei...
Esistono talmente tanti problemi nel
mondo, derivanti da fattori naturali, tecnologici o sociali, che spendere
energie e risorse in contraddizioni e falsitΓ di questo genere Γ¨ un immenso spreco di energie e risorse.
In passato la diplomazia ha svolto un ruolo cruciale nella soluzione dei conflitti, valorizzando il dialogo e la comprensione reciproca.
Nel corso degli anni, questo principio, a sostegno della coesione sociale e della stabilitΓ globale, Γ¨ venuto a mancare.
Le istituzioni di Bruxelles, anzichè fungere da mediatori imparziali, hanno privilegiato interessi nazionali o ideologici, trascurando legittimi diritti e aspirazioni di Paesi terzi.
Oggi siamo passivamente rappresentati da una
diplomazia caratterizzata da monologhi e da retorica
speculativa.
Tendenza, esemplificata dalla condotta del nostro
Presidente Mattarella, sempre piΓΉ orientata a preservare lo status quo,
piuttosto che ad affrontare i problemi reali.
Non c’Γ¨ da stupirsi, quindi, se i conflitti si siano
intensificati in assenza di un autorevole organismo super partes.
Di questo passo, l’umanitΓ diventerΓ superflua, perderΓ il controllo sulla propria esistenza, lasciando
che le decisioni piΓΉ delicate vengano prese "da pochi" in virtΓΉ dei loro interessi.
Per i globalisti e gli espansionisti Occidentali vi sono regioni e popoli che possono essere sacrificati in ragione dei propri affari.
Com'Γ¨ possibile recuperare coesione sociale e stabilitΓ globale in un mondo policentrico?
Credo non esista nulla di meglio delle Nazioni Unite per porre fine a conflitti e proporre mediazioni.
L’ONU, seppur organizzazione per
certi versi obsoleta, Γ¨ struttura universale, sicuramente la piΓΉ
rappresentativa al mondo, una preziosa ereditΓ della seconda guerra mondiale che, in un recente passato, ha saputo porre fine a crisi nazionali e internazionali.
Si dice che il sistema delle Nazioni
Unite sia paralizzato e stia attraversando una profonda crisi.
C’Γ¨ chi addirittura sostiene che sia organizzazione insolvente, che dovrebbe essere radicalmente riformata.
A sostenerlo vi sono ovviamente la NATO, l'Unione Europea e le ristrette Γ©lite guerrafondaie (possiamo facilmente immaginare il perchΓ¨… π!).
Non c'Γ¨ dubbio che
l'Organizzazione delle Nazioni Unite debba evolvere per rispondere alle sfide
contemporanee.
Tuttavia, Γ¨ fondamentale ricordare
che i Paesi della maggioranza globale, che includono nazioni in via di sviluppo
ed economie emergenti, svolgono un ruolo cruciale nella composizione
dell'Assemblea Generale.
Solo attraverso un approccio che riconosca la diversitΓ e l'unicitΓ di ciascuna nazione si potrΓ costruire un sistema internazionale credibile e interconnesso.
Potremo costruire un nuovo ordine mondiale solo con la partecipazione di TUTTI, sottoscrivendo con assoluta onestΓ e convinzione degli impegni vincolanti e condivisibili.

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