di Daniel Sempere
Non è solo una questione di opportunità. È una questione di tempo, di futuro, di identità. La precarietà non è soltanto una condizione lavorativa: è diventata una condizione emotiva diffusa e quasi un passaggio obbligato nella società contemporanea. Non riguarda solo il tipo di impiego che svolgiamo, ma il modo in cui viviamo il presente e immaginiamo il domani.
In questo limbo d'incertezza e precarietà le notti insonni amplificano le domande. Non sono notti drammatiche, ma sospese. Ci si gira nel letto e il pensiero non ci abbandona: cosa verrà dopo? Quanto durerà questa fase? Sto costruendo qualcosa o sto solo rimandando?
😶L’insonnia non nasce solo dalla paura di perdere un lavoro, un'occasione, ma dall’impossibilità di proiettarsi con continuità nel tempo. In una società che esalta la flessibilità, l’instabilità diventa normalità e l’ansia una compagna discreta.
La cosiddetta flessibilità si traduce, in molti casi, in frammentazione. Contratti brevi, collaborazioni intermittenti, lavori che non permettono radicamento. La precarietà non è soltanto mancanza di stabilità economica; è difficoltà a costruire una narrazione coerente di sé.
Ma l’aspetto forse più subdolo, che ci condiziona e ci tormenta, non è la paura, è il dubbio di non essere abbastanza, di non aver fatto le scelte giuste, di essere rimasti indietro rispetto a un modello implicito. Ci viene raccontato che la precarietà è responsabilità individuale:
👨🏻⚖️"Chi s'impegna ce la fa! "
Ma è davvero così? Non proprio, ma lo scopri vivendo...
Quell’ansia, che per molti anni è stata mia fedele compagna, non è solo mia. È condivisa.
Quanti treni ho visto scorrere davanti ai miei occhi, senza potervi salire! Quante volte mi sono sentito dire:
👨🏻⚖️"Per ora è così, è fisiologica questa gavetta, ma vedrai che presto
raccoglierai i frutti del tuo lavoro e della tua creatività..."
Nella mia precarietà giovanile mi adattai a tutto, svolsi i lavori e le professioni più impensabili, rincorrendo comunque il sogno di diventare un "comic strip creators". Investii molto in materiali, idee e progetti, per partecipare a Lucca Comics, (festival europeo del fumetto e della cultura pop... ).
Conobbi artisti famosi, mi vennero chieste collaborazioni gratuite o "in prova", che mi tennero sveglio notti intere, in attesa di una reale proposta professionale mai giunta.
🤔Forse il talento non basta quando il sistema si regge sull’incertezza !
Non è una storia eccezionale. È una storia comune.
Abbandonato il sogno, ci si rituffa nella realtà, in cerca di maggiori certezze professionali ed economiche.
L’ironia diventa il nostro miglior alleato nell'alleggerire quel senso di incertezza e precarietà con cui siamo destinati a convivere.
Non è un’eccezione: è un sistema complesso, che ci pone davanti a prove continue, bandi, concorsi, occupazioni saltuarie a tempo determinato.
Un diabolico meccanismo dei nostri tempi in cui nulla è definito, tutto è reversibile. Le relazioni, i percorsi professionali, i progetti di vita sembrano esposti alla possibilità costante di essere rimessi in discussione. La conseguenza più profonda non è soltanto economica, ma simbolica: si diventa cauti nel desiderare.
Non ci si limita solo in ciò che possiamo fare, persino in ciò che osiamo immaginare.
La precarietà è una condizione esistenziale del nostro tempo.
Riconoscere la precarietà per ciò che è (una struttura del nostro tempo), significa sottrarla alla logica del fallimento individuale...
Le notti in bianco non spariranno, ma possono assumere un nuovo significato: non più frutto di ansia personale, ma spazio intimo di riflessione in cui orientare le nostre opportunità e progettare il futuro.
La precarietà ha segnato il mio percorso, costringendomi a rallentare, deviare e riformulare aspettative. Mi ha insegnato pazienza, adattamento e la capacità di ricominciare. Le certezze che sono arrivate (non solo economiche, ma interiori) non sono nate dall’incertezza, ma attraverso di essa, trasformando le difficoltà in consapevolezza.
⚔️ Forse la vera sfida non consiste nell’eliminare ogni incertezza,
quanto nell’impedire che essa diventi misura del nostro valore.
Solo così il futuro 🔮può tornare a essere un progetto condiviso
e non un azzardo individuale.
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