di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒
Ho confessato in tempi non sospetti la mia "venerazione" per il noto giornalista e reporter Seymour Hersch, già vincitore del premio Pulitzer; stima che nasce dalla sua onesta e pervicace ricerca della verità e dal suo approccio indipendente rispetto alle pressioni dei più grandi media tradizionali dominanti (giornali, TV, radio).
Cio nonostante, la crisi Ucraina mi sta facendo riflettere sul potere che la politica detiene nei confronti dell'informazione, anche di quella apparentemente più onesta. Io stesso avverto un' enorme difficoltà nel formulare giudizi obiettivi e nel riportare verità... Siamo sottoposti a una "guerra mentale" (così la etichettano quelli bravi), contro i nemici del sistema. La Russia, da questo punto di vista, è uno dei principali obiettivi di questa offensiva.
Siamo soliti immaginare un conflitto in armi, per riportare ferite immani a soldati, persone e infrastrutture, ma quanto sta accadendo negli ultimi tre lustri è qualcosa di inopinato, mai visto. Siamo testimoni di una guerra sofisticata, condotta con mezzi mediatici, diplomatici e divulgativi, che hanno lo scopo di minare l'autoconsapevolezza su cui regge la fiducia di un popolo nei confronti di un leader considerato un nemico, o più semplicemente, un problema.
"Se vi dico Orban suppongo vi sia più chiaro..."
Condurre una "guerra mentale" equivale a colpire le basi del consenso e delle norme che regolano un Paese o una società. (🫤?) Non guardatemi così, non sono pazzo! Purtroppo le conseguenze di questa guerra destabilizzante non si manifesta tra le macerie di palazzi distrutti o di città rase al suolo, ma attraverso impercettibili cambiamenti generazionali, attraverso i quali preparare il terreno per la "sostituzione" stessa della struttura politica e sociale del Paese nemico.
🧐Ahhh, se George Soros potesse parlare...
🌐Navighiamo (è proprio il caso di dirlo), in un oceano di falsità e disinformazione. Ci aggrappiamo alle scialuppe dell'informazione indipendente con la speranza di approdare sulle spiagge della verità, sperando di non ritrovarci naufraghi, come nella nota serie televisiva "Lost", costretti a vivere in un mondo sospeso tra il reale e il virtuale.
Siamo consapevoli di vivere una guerra Invisibile, il cui campo di battaglia è la nostra stessa mente? Siamo coscienti di costituire un obiettivo strategico?
Ho forti dubbi al riguardo, ma una cosa è certa...
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