di Daniel Sempere
Ho parlato troppo presto.
Davanti a me si para una Toyota bianca. Procede a
novanta all'ora, stridendo con il flusso ben più sostenuto delle corsie
interne. Non suono, non uso gli abbaglianti per segnalare la mia presenza: sono
convinto che chi guida noterà presto negli specchietti me e le altre auto che,
nel frattempo, si sono accodate in gran numero.
Niente.
All’interno dell’abitacolo intravedo due donne:
conversano amabilmente senza preoccuparsi minimamente di ciò che accade
intorno. Anzi, a tratti la vettura sembra rallentare ulteriormente, creandomi
non poco imbarazzo nel tentativo di mantenere la distanza di sicurezza.
Ma proprio quando penso che la mia attenzione debba
concentrarsi interamente sulla Toyota, l’ombra di un grosso SUV scuro mi
incalza da dietro. Mi incalza così da vicino da saturare lo specchietto
retrovisore: nel riflesso scompare il cofano e resta solo l'ingombro del
parabrezza. Lampeggia, mi spinge con prepotenza a scansarmi, creando i
presupposti per un tamponamento a catena.
Stretto nella morsa tra l’indifferenza di chi mi
precede e la protervia di chi mi incalza, non mi resta che azionare la freccia
e, non appena possibile, sfilare a destra in un flusso più ordinato e sicuro.
Mi limito a snocciolare qualche imprecazione in rapida
sequenza, cedendo il passo allo strapotere dell’insofferenza umana.
La chimica della prevaricazione
⚗️↔️🌱Riflettendoci, mi chiedo se non esista un rapporto simbiotico tra queste due manifestazioni emotive. Non si tratta di due comportamenti distinti, ma delle due facce della stessa medaglia: la prepotenza ha bisogno dell'indifferenza per sopravvivere e prosperare.
Volendo ricorrere a una metafora, potrei associare
l’indifferenza al carburante e la prepotenza al comburente. La
strada, il condominio, la sala d’attesa: non sono altro che i teatri d'innesco
di questa reazione.
Mentre mi lascio alle spalle quella morsa, mi chiedo
se sia giusto farsi da parte di fronte agli eccessi. In termini di sicurezza e
buon senso, la risposta è un sì indiscutibile. Ma in termini di legittimazione?
🚪🕳️🛡️Quando ci facciamo da parte per quieto vivere, per
stanchezza o per disinteresse, non stiamo forse offrendo un alibi
all'arroganza?
Probabilmente sì. Ma sono i contesti a regolare il diritto di precedenza, ed è per questo che ho deciso di rinviare di qualche minuto l’appuntamento con la doccia.
🧬🕸️🗨️Come ricordava Federico Fellini:
«Lo stupido prepotente è una delle figure più pericolose per la società,
un archètipo che si rigenera continuamente
laddove manca l'intelligenza del dialogo e della comprensione».
Faccio partire la mia playlist preferita. La musica
prende il sopravvento, mi distrae quanto basta e rende l’ultimo tratto di
strada meno pesante.
🤔A proposito… di cosa stavamo parlando?
Daniel Sempere (nom de plume) è un osservatore delle dinamiche sociali e digitali. Analizza l’umanesimo nell'era del silicio per una platea internazionale tra Europa e Stati Uniti.
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