Di Daniel Sempere
Il potere contemporaneo non nasconde: disperde
"Non
viviamo nell’epoca del segreto. Viviamo nell’epoca della saturazione."
Milioni di informazioni disponibili, conferenze stampa, politici online 24 ore su 24, dati pubblici accessibili sul web, eppure…
Non serve più censurare
È strategia innovativa, meccanismo semplice quanto potente, che produce "economia dell’attenzione", polarizzazione, memoria pubblica a breve termine.
🤫🔄🔊In passato il potere temeva il silenzio. Oggi sfrutta il rumore.
Basti pensare al rumore dei social, alle breaking news permanenti, ai cicli mediatici di 24 ore, agli scandali che hanno una vita più breve delle farfalle.
La trasparenza apparente
Migliaia di pagine, leggi, misure, registri disponibili online, che pochissimi cittadini sono purtroppo in grado di interpretare.
La nuova censura non nasce dunque dal segreto,
ma dall’eccesso di complessità.
È proprio questa la forza del potere contemporaneo: essere talmente diffuso, visibile e normalizzato da risultare quasi invisibile agli occhi dei più.
🎭📺👁️È politica dell’intrattenimento, che non ha bisogno di
nascondere, ma di confondere; che non compete più solo nel campo delle idee, ma
nel mercato dell’attenzione, proponendo:
- "TikTokizzazione" dei contenuti;
- slogan;
- meme;
- dirette
permanenti;
- semplificazione estrema.
I leader si trasformano in narratori della "verità", la polemica diventa spettacolarizzazione, il confronto social assume contorni tribali, l’importante è che l'emozione proposta prevalga sulla competenza e sulla comprensibilità.
La politica contemporanea non chiede consenso: chiede engagement.
Il pubblico viene sommerso da emergenze continue, allarmi
pandemici, indignazioni, scandali di ogni genere, in un ecosistema
comunicativo che finisce per spostare continuamente l’attenzione collettiva.
Un’overdose comunicativa tesa a distogliere l’attenzione, a provocare
anestesia emotiva e cinico disimpegno.
La libertà contemporanea rischia di diventare distrazione permanente.
Come rispondere a questo processo dispersivo?
La risposta non è nel consumo di più informazioni, ma nel recupero di un’ecologia dell’attenzione. Significa scegliere la lentezza dell’approfondimento contro la velocità dello stimolo, l’alfabetizzazione mediatica contro la reazione istintiva.
In un’epoca in cui tutto viene mostrato, 👁️⚖️🧠il vero potere appartiene a chi decide cosa merita attenzione. Scegliere cosa non guardare è, oggi, l'unico vero atto di libertà.
