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Sharia e Democrazia: la sfida del multiculturalismo tra diritto e identità.

 di Daniel Sempere

L'equilibrio tra laicità occidentale e identità religiose

Negli ultimi decenni, l’affermazione dell’ideologia multiculturalista nelle democrazie occidentali ha promosso un atteggiamento generalmente favorevole al riconoscimento e alla valorizzazione delle differenze culturali e religiose nello spazio pubblico. Questo orientamento, fondato sull’idea che l’integrazione passi anche attraverso la rappresentanza politica delle minoranze, ha contribuito a un aumento significativo della partecipazione civica e istituzionale di cittadini appartenenti a comunità religiose non tradizionalmente radicate in Occidente. In Paesi come il Regno Unito, gli Stati Uniti e diverse nazioni del Nord Europa, si è registrato negli ultimi anni un numero crescente di candidati e rappresentanti musulmani eletti a vari livelli, dai parlamenti nazionali ai consigli comunali e agli organi scolastici.

🛐Questo fenomeno rappresenta…

  • da un lato, una naturale conseguenza dei princìpi democratici di uguaglianza e inclusione, che garantiscono a ogni cittadino il diritto di partecipare alla vita politica (indipendentemente dalla propria appartenenza religiosa);
  • dall’altro, alimenta un dibattito culturale e giuridico più ampio sul rapporto tra multiculturalismo, identità religiosa e princìpi costituzionali degli Stati occidentali.

In particolare ci si interroga se, e in che misura, l’ingresso sempre più tangibile di rappresentanti di una visione religiosa così profondamente diversa della società possa sollevare questioni di compatibilità con il carattere laico dello Stato.

📖Definizione e natura della Sharia

In questo contesto si inserisce la riflessione sul rapporto tra Sharia e Costituzione italiana, che pone al centro il problema più generale della relazione tra legge religiosa e ordinamento costituzionale in una democrazia pluralista.

La legge sacra islamica, che disciplina la vita pubblica e privata dei musulmani, si basa sulle norme e sui dogmi del Corano e della Sunna. Non è un codice unico, ma un insieme di norme etico-morali e giuridiche che investono princìpi di culto, diritto civile e penale.

 

🆚Confronto tra fonte religiosa e fonte democratica della legge…

Affidare la disciplina della vita pubblica e privata di una società occidentale a una legge religiosa come la Sharia solleva questioni complesse, non tanto per la religione in sé, quanto per la compatibilità tra modelli giuridici fondati su princìpi diversi.  

Possibili punti di tensione…

➡️ Gli Stati occidentali moderni si fondano sul principio di laicità, secondo cui la legge è creata da rappresentanti eletti e può essere modificata attraverso procedure democratiche.

➡️ La Sharia, invece, è considerata dai credenti una legge di origine divina. Il conflitto non è solo di "contenuto" (cosa dicono le leggi), ma di "legittimazione" (chi ha il diritto di fare le leggi). Questo potrebbe essere il vero punto di rottura !

Questa differenza implica  possibili tensioni: una legge percepita come immutabile, perché sacra, può risultare meno adattabile al cambiamento sociale rispetto a una legge prodotta da un sistema democratico.

Peraltro, le società occidentali sono caratterizzate da pluralismo religioso e libertà di coscienza. L’adozione di una legge religiosa unica, nella sfera pubblica, potrebbe entrare in conflitto con questi princìpi, poiché lo Stato occidentale non si identifica ufficialmente con una religione e deve garantire uguale libertà a credenti di diverse fedi e ai non credenti.
In questo scenario, emerge una differenza  sostanziale tra "laicità escludente" (che nega il religioso nello spazio pubblico) e "laicità inclusiva" (che lo accoglie, ma lo sottopone alla legge comune).
Un ulteriore elemento di riflessione riguarda le differenze esistenti tra alcuni ambiti normativi. Alcune interpretazioni tradizionali della Sharia prevedono regole che possono divergere dal diritto occidentale contemporaneo, ad esempio nel diritto di famiglia o nel diritto penale. Tuttavia, è importante sottolineare che la Sharia non è un sistema monolitico: esistono interpretazioni diverse e molti musulmani vivono in piena compatibilità con ordinamenti laici.

È fondamentale evitare interpretazioni riduttive o semplicistiche: la Sharia può essere seguita come guida personale e religiosa senza necessariamente sostituire il diritto civile dello Stato. In molti contesti, infatti, la dimensione religiosa e quella giuridica statale possono trovare adeguata coesistenza all'interno della cornice democratica.

In conclusione, la questione non riguarda esclusivamente l’islam, ma più in generale il rapporto tra legge religiosa e Stato laico. Gli ordinamenti occidentali si fondano sull’idea che lo Stato debba rimanere neutrale rispetto alle religioni, per garantire libertà e uguaglianza a tutti i cittadini.

⚖️Per questo motivo, l’eventuale sostituzione del diritto civile con una legge religiosa porrebbe interrogativi significativi sulla compatibilità con i princìpi democratici, pluralisti e laici, che caratterizzano il modello occidentale.

 

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#Democrazia    #LibertàDiCulto   #PoliticaOccidentale

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