di Daniel Sempere
All’epoca, gli istituti di riferimento erano concentrati nel capoluogo di provincia, a circa cinquanta chilometri da casa, e non esistevano servizi di trasporto pubblico compatibili con gli orari scolastici. Non esistevano i cellulari: per comunicare un bisogno o segnalare un ritardo, dovevi cercare una cabina telefonica a gettoni o l'unico bar in paese con il centralino.
📚↘️🏭Molti coetanei rinunciarono a continuare gli studi per iniziare a lavorare da giovanissimi nelle aziende e nelle fabbriche del territorio che, in quegli anni, richiedevano continua manodopera per far fronte a grandi commesse. Impieghi che garantivano ottimi profitti agli imprenditori e discrete paghe alle giovani leve, seppure in condizioni di forte precarietà.
Nonostante le enormi difficoltà economiche e logistiche, i miei genitori non esitarono a farci studiare nelle scuole migliori, sostenendo rette costose per i collegi o gli affitti. Rinunciarono a molto per offrire un futuro ai loro quattro figli. Oggi gliene siamo tutti profondamente riconoscenti, ma allora sembrava quasi una punizione doversi allontanare da casa per frequentare istituti lontani, dai quali si rientrava solo il sabato pomeriggio per ripartire la domenica sera.
Il sogno dei padri e la libertà dei figli
👨👩👦🌱🧭I miei genitori erano persone perbene, stimatissime nella nostra piccola comunità di provincia. Il loro sogno era vederci autonomi, realizzati e indipendenti; desideravano vederci diventare presto genitori a nostra volta, per ritrovarci tutti insieme a Natale e nelle grandi occasioni.
Quel sogno si è avverato solo in parte. I quattro figli si sono "sistemati", come avrebbe detto mia madre, ma le vicende della vita hanno tracciato, ahimè, strade diverse per ciascuno.
Credo, tuttavia, di essere stato il più fortunato. Mia madre apprezzerebbe ciò che sono diventato: un Signor Nessuno. Mi conosceva meglio di chiunque altro e sapeva che la mia felicità nasce dal sentirmi libero; dal potermi dedicare, con tutto me stesso, alle cose in cui credo, al di là dei ritorni economici o dei riconoscimenti pubblici.
Il privilegio dell'invisibilità
🧠✍️🕊️Oggi, dopo mille esperienze e molti anni trascorsi "in piedi", dietro una cattedra, posso finalmente dedicarmi a ciò che, probabilmente, avrei voluto fare fin da ragazzo: scrivere, raccontare, condividere pensieri. E farlo in totale libertà, senza filtri o condizionamenti, con il solo desiderio di rivolgermi a chiunque con umiltà e senza pregiudizi.
Un Signor Nessuno che scrive con uno pseudonimo; un volto anonimo che ama prendersi il tempo per scegliere i temi, cercare quella verticalità del pensiero capace di tracciare connessioni invisibili, mettere a nudo le contraddizioni dell'uomo e porre domande che non cercano risposte.
🌫️🕊️🪶È un autentico privilegio: poter finalmente apprezzare il silenzio,
l’invisibilità, l’assenza di un ruolo.
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Daniel Sempere (nom de plume) è un osservatore delle dinamiche sociali e digitali. Analizza l’umanesimo nell'era del silicio per una platea internazionale tra Europa e Stati Uniti.
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