di π·πππππ πππππππ
Avete mai provato il desiderio di liberarvi di tutti quei vincoli che la vita, la dignitΓ , la razionalitΓ o la nostra maschera sociale ci impongono?Γ il sano desiderio di chi vorrebbe vivere una nuda umanitΓ , fatta di emozioni e nient’altro. Una sensazione di profonda impotenza che irrompe nella nostra esistenza nei momenti piΓΉ difficili, quando ci rendiamo conto di essere soli, senza paracadute.
In quei momenti siamo portati a credere che certe tragedie siano solo "nostre", ma non è così. Molto probabilmente, in questo stesso momento, migliaia di persone stanno vivendo lo stesso senso di inadeguatezza, lo stesso imbarazzo, di fronte alle scelte dei figli e a derive ideologiche che non riconoscono come tali.
Γ l’eterno conflitto che nasce dal complesso confronto tra
il ruolo genitoriale e il diritto del cittadino, figlio non piΓΉ minorenne,
che rivendica le sue libertΓ e la propria indipendenza.
Diventa la forma piΓΉ difficile di resistenza: seppellire la propria logica per salvare il legame.
πΓ la forma piΓΉ difficile di amore, che nasce nel cuore
di chi Γ¨ disposto a sacrificare la ragione.
Siamo abituati a pensare che amare significhi condividere, convergere,
confrontarsi, essere d'accordo, ma l'amore del genitore puΓ² compiere un atto
di umiltΓ intellettuale che non concederesti a nessun altro, se non a un figlio.
Γ una sorta di apnea emotiva, durante la quale rinunci consapevolmente a razionalitΓ e conoscenza.
⏳Non Γ¨ sconfitta, non Γ¨ debolezza, Γ¨ "sospensione temporanea del giudizio".
ChissΓ quanti di voi stanno vivendo, o hanno vissuto, esperienze simili con i propri figli, accettando di "restare loro accanto pur non essendo d'accordo". A questi silenziosi eroi del nostro tempo voglio dedicare un messaggio:
"Amare qualcuno non significa approvare tutto ciΓ² che fa,
ma non lasciargli mai la mano,
specialmente quando decide di camminare nel buio."
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