di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒
Mi interessa, piuttosto, porre l’attenzione di figli e genitori sul tema della dipendenza.
Non tutte queste esperienze sono finite bene... anzi, alcune, troppe di queste, sono finite tragicamente.
Siamo passati dalle anfetamine e dai farmaci antidepressivi degli anni '50, all’LSD, all’haschish e alla marijuana degli anni '60-'70, per poi arrivare negli anni '70-'80 all’eroina.
Dagli anni '80-'90, a sèguito della diffusione di HIV, si diffuse l’uso della cocaina, di anfetamine sintetiche ed ecstasy.
Dagli anni '90 in poi fu un susseguirsi di prodotti di struttura molecolare, sempre più a buon mercato e devastanti negli effetti e nei tempi di reazione, come la Ketamina o il PCP…
Ultima in ordine di tempo, ma presente
dal '2000, è il Fentanyl (o "droga degli "zombie" ), sostanza che negli Stati Uniti
sta causando una strage silenziosa.
Prima che mi consideriate un esperto in
materia o 😅, peggio ancora, uno spacciatore, ci tengo a sottolineare che cronologia
e classificazione poc’anzi riportate sono frutto di mie accurate ricerche.
Condurre una lotta contro i trafficanti
e i produttori di droghe è sicuramente indispensabile, ma dobbiamo ammettere
che il mercato degli stupefacenti si è sempre saputo adattare alle restrizioni
e alle sconfitte.
C’è chi sostiene, anche in politica, che
l’uso di droghe leggere non sia nocivo…
La legalizzazione delle droghe leggere, come la cannabis, è da sempre un cavallo di battaglia delle sinistre, che spingono per
legalizzarla.
Manco a dirlo, sono dichiaratamente a favore della legalizzazione il PD,Più Europa, il M5S e AVS.
Vorrei sottoporre all’attenzione dei
leader di questi movimenti e partiti, una realtà silenziosa, che sta portando
migliaia di giovani al pronto soccorso nel nostro Paese.
Riconosciuta come sindrome da iperemesi
da cannabinoidi, è condizione debilitante, causata dall'uso eccessivo di
marijuana.
Sono sempre più frequenti i ricoveri in
ospedale con vomito, nausea e crampi intensi, che durano giorni interi.
I medici affermano che esiste solo un
modo per curarla: smettere di assumere questi cannaboidi.
Chi ne fa uso si giustifica sostenendo
che ne trae beneficio a scopo terapeutico, ma la realtà è un’altra… è iniziata
una forma di dipendenza per cui si fa fatica a smettere, nonostante il dolore
fisico e le legittime preoccupazioni della famiglia.
È pura sofferenza, dipendenza, mal
riconosciuta.
Oggi, l'uso terapeutico della cannabis è legale in molti Paesi, ma i suoi rischi vengono spesso minimizzati, perché...
...ovunque si nasconda un business (💉), si nascondono gli effetti secondari !
Vi ricorda qualcosa, vero ?
Chi ha studiato a fondo il problema
sostiene che anche un consumo eccessivo di marijuana alteri il sistema nervoso,
rilasciando sostanze chimiche che, oltre a indurne la dipendenza, ne rallentano
le facoltà cognitive.
Eppure sembra che ai politici questo
poco importi, forse perché ne fanno uso essi stessi.
La marijuana era la droga degli hippy, che all’epoca, negli anni '70, orbitavano nell’area politica di sinistra, più permissivista e in cerca di consensi popolari contro lo strapotere delle aree più conservatrici.
🤔La legalizzazione dell'erba, va dunque vista come questione politica?
⚠️No, è prioritariamente una questione sociale,che riguarda l'alienazione dell'individuo e la sua salute.
Oggi il ricorso alle droghe nel nostro Paese è aumentato in modo preoccupante; i millennial e la Generazione Z sono i maggiori responsabili del commercio e dello spaccio della cannabis.
E’ così che molti giovani finiscono
al pronto soccorso con sintomi che non vengono immediatamente diagnosticati, poiché
il paziente tende a distogliere il problema dalle cause.
Non più pochi casi in una settimana, ma
più casi al giorno.
I sintomi?
Insofferenza, incapacità di restare
fermi o seduti, vomito all’assunzione di cibo, contorsioni e spasmi…
Quello che noi genitori dobbiamo temere,
più di ogni altra cosa, è la predisposizione causata dalla dipendenza delle cosiddette
“droghe leggere” a perdere interessi, concentrazione, ad allontanarsi
dai propri cari per godere di una maggiore libertà.
Non sono un ipocrita bigotto, comprendo benissimo l’esuberanza e la curiosità che possono spingere un adolescente a provare ciò che si considera “proibito”, ma...









