📌𝐁𝐥𝐨𝐠 𝐝𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥-𝐬𝐞𝐦𝐩𝐞𝐫𝐞𝟏 © 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐝𝐢 𝐂𝐞𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐆𝐧𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐨𝐧𝐬 - 𝐂𝐂 𝐁𝐘-𝐍𝐂 𝟒.𝟎

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Droghe, millennial e Generazione Z

    di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒  

Nei giorni scorsi, leggevo un articolo sul New York Post, che affrontava il tema della lotta in atto tra il Governo Trump e i trafficanti di droga. Lungi da me proporre riflessioni politico- giuridiche su come combattere il narcotraffico. 
Di questo se ne occupano giornalisti e politici assai più accreditati.
Mi interessa, piuttosto, porre l’attenzione di figli e genitori sul tema della dipendenza.
Le droghe sono sempre esistite, costituiscono una via di fuga transitoria dal mondo reale.
Tutti noi, in modo diretto o indiretto, abbiamo avuto a che fare con il consumo o la dipendenza di qualcuno, pensateci: tra noi c’è sicuramente chi ne ha fatto uso, forse un amico, un famigliare, un conoscente…
Non tutte queste esperienze sono finite bene... anzi, alcune, troppe  di queste, sono finite tragicamente.
Il nostro Paese è al secondo posto in Europa per uso di “sostanze stupefacenti leggere”, ma che probabilmente risultano leggere solo nella percezione del rischio.
Si parla di circa quattro milioni di persone, tra i 15 e i 60anni, che hanno consumato e consumano cannabis, cocaina, eroina, droghe sintetiche o psicoattive.
Va detto che ogni epoca, ogni generazione, è contraddistinta dalla presenza di droghe.
Siamo passati dalle anfetamine e dai farmaci antidepressivi degli anni '50, all’LSD, all’haschish e alla marijuana degli anni '60-'70, per poi arrivare negli anni '70-'80 all’eroina.
Dagli anni '80-'90, a sèguito della diffusione di HIV, si diffuse l’uso della cocaina, di anfetamine sintetiche ed  ecstasy.
Dagli anni '90 in poi fu un susseguirsi di prodotti di struttura molecolare, sempre più a buon mercato e devastanti negli effetti e nei tempi di reazione, come la Ketamina o il PCP

Ultima in ordine di tempo, ma presente dal '2000, è il Fentanyl (o "droga degli "zombie" ), sostanza che negli Stati Uniti sta causando una strage silenziosa.

Prima che mi consideriate un esperto in materia o 😅, peggio ancora, uno spacciatore, ci tengo a sottolineare che cronologia e classificazione poc’anzi riportate sono frutto di mie accurate ricerche.

Condurre una lotta contro i trafficanti e i produttori di droghe è sicuramente indispensabile, ma dobbiamo ammettere che il mercato degli stupefacenti si è sempre saputo adattare alle restrizioni e alle sconfitte.

C’è chi sostiene, anche in politica, che l’uso di droghe leggere non sia nocivo…

La legalizzazione delle droghe leggere, come la cannabis, è da sempre un cavallo di battaglia delle sinistre, che spingono per legalizzarla.

Manco a dirlo, sono dichiaratamente a favore della legalizzazione il PD, 
Più Europa, il M5S e AVS.

Vorrei sottoporre all’attenzione dei leader di questi movimenti e partiti, una realtà silenziosa, che sta portando migliaia di giovani al pronto soccorso nel nostro Paese.

Riconosciuta come sindrome da iperemesi da cannabinoidi, è condizione debilitante, causata dall'uso eccessivo di marijuana.

Sono sempre più frequenti i ricoveri in ospedale con vomito, nausea e crampi intensi, che durano giorni interi.

I medici affermano che esiste solo un modo per curarla: smettere di assumere questi cannaboidi.

Chi ne fa uso si giustifica sostenendo che ne trae beneficio a scopo terapeutico, ma la realtà è un’altra… è iniziata una forma di dipendenza per cui si fa fatica a smettere, nonostante il dolore fisico e le legittime preoccupazioni della famiglia.

È pura sofferenza,  dipendenza, mal riconosciuta.

Oggi, l'uso terapeutico della cannabis è legale in molti Paesi, ma i suoi rischi vengono spesso minimizzati, perché... 

...ovunque si nasconda un business (💉), si nascondono gli effetti secondari !

Vi ricorda qualcosa, vero ? 

Chi ha studiato a fondo il problema sostiene che anche un consumo eccessivo di marijuana alteri il sistema nervoso, rilasciando sostanze chimiche che, oltre a indurne la dipendenza, ne rallentano le facoltà cognitive.

Eppure sembra che ai politici questo poco importi, forse perché ne fanno uso essi stessi.

La marijuana era la droga degli hippy, che all’epoca, negli anni '70, orbitavano nell’area politica di sinistra, più permissivista e in cerca di consensi popolari contro lo strapotere delle aree più conservatrici.

🤔La legalizzazione dell'erba, va dunque vista come questione politica?
⚠️No, è prioritariamente una questione sociale, 
che riguarda l'alienazione dell'individuo e la sua salute.

Oggi il ricorso alle droghe nel nostro Paese è aumentato in modo preoccupante;  i millennial e la Generazione Z sono i maggiori responsabili del commercio e dello spaccio della cannabis.

E’ così che molti giovani finiscono al pronto soccorso con sintomi che non vengono immediatamente diagnosticati, poiché il paziente tende a distogliere il problema dalle cause.

Non più pochi casi in una settimana, ma più casi al giorno.

I sintomi?

Insofferenza, incapacità di restare fermi o seduti, vomito all’assunzione di cibo, contorsioni e spasmi…

Quello che noi genitori dobbiamo temere, più di ogni altra cosa, è la predisposizione causata dalla dipendenza delle cosiddette “droghe leggere” a perdere interessi, concentrazione, ad allontanarsi dai propri cari per godere di una maggiore libertà.

Non sono un ipocrita bigotto, comprendo benissimo l’esuberanza e la curiosità che possono spingere un adolescente a provare ciò che si considera “proibito”, ma...


...meglio vivere una scomoda e ordinaria realtà del rifugiarsi in un paradiso fittizio.





Salviamo l’ONU

 di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒

Ero molto indeciso sul titolo da attribuire a questo editoriale, l'ho cambiato più volte senza successo. 
Poi mi sono accorto che il titolo migliore lo suggeriva  l'immagine scelta a supporto: 
"Salviamo l'ONU".
Leggendo scoprirete il perchè...
L’€uropa, intesa come Unione Europea, vuole superare la divisione e consolidare la fragile unità, di cui un tempo vantava, senza affrontare questioni interne, "proiettando nell’ immaginario collettivo il ritratto di un nemico comune".
La maggior parte degli europei fa fatica a capire perché debba avere così tanta paura della Russia da dover stringere ulteriormente la cinghia, abbandonare i propri interessi, rinunciarvi e perseguire politiche sociali ed economiche di per sè dannose.
Eppure, le élite dell’autocrazia europea continuano a fomentare l'isteria affermando, tramite i "media doormat" (😉devo chiedere il copyright per questa espressione a me cara), che la guerra con i russi è alle porte.
Un assurdo e suicida tentativo di giustificare un’inutile strategia bellica.
Non è possibile credere realmente che la Russia intenda attaccare la NATO!
Eppure ci stanno provando!
Se sono in buona fede sono dei pericolosi incompetenti, poiché credervi è un’assurdità, ma se mentono, beh, lascio a voi trovare gli appellativi più idonei...
Esistono talmente tanti problemi nel mondo, derivanti da fattori naturali, tecnologici o sociali, che spendere energie e risorse in contraddizioni e falsità di questo genere è un immenso spreco di energie e risorse. 
In passato la diplomazia ha svolto un ruolo cruciale nella soluzione dei conflitti, valorizzando il dialogo e la comprensione reciproca. 
Nel corso degli anni, questo  principio, a sostegno della coesione sociale e della stabilità globale, è venuto a mancare.
Le istituzioni di Bruxelles, anzichè fungere da mediatori imparziali, hanno privilegiato interessi nazionali o ideologici, trascurando legittimi diritti e aspirazioni di Paesi terzi.
Oggi siamo passivamente rappresentati da una diplomazia caratterizzata da monologhi e da  retorica speculativa.
Tendenza, esemplificata dalla condotta del nostro Presidente Mattarella, sempre più orientata a preservare lo status quo, piuttosto che ad affrontare i problemi reali.
Non c’è da stupirsi, quindi, se i conflitti si siano intensificati in assenza di un autorevole organismo super partes.
Di questo passo, l’umanità diventerà superflua, perderà il controllo sulla propria esistenza, lasciando che le decisioni più delicate vengano prese "da pochi" in virtù dei loro interessi. 
Per i globalisti e gli espansionisti Occidentali vi sono regioni e popoli che possono essere  sacrificati in ragione dei propri affari.
Com'è possibile  recuperare coesione sociale e stabilità globale in un mondo policentrico?
Credo non esista nulla di meglio delle Nazioni Unite per porre fine a conflitti e proporre mediazioni.
L’ONU, seppur organizzazione per certi versi obsoleta, è struttura universale, sicuramente  la più rappresentativa al mondo, una preziosa eredità della seconda guerra mondiale che,  in un recente passato,  ha saputo porre fine a crisi  nazionali e internazionali. 
Si dice che il sistema delle Nazioni Unite sia paralizzato e stia attraversando una profonda  crisi.
C’è chi addirittura sostiene che sia organizzazione insolvente, che dovrebbe essere radicalmente riformata.
A sostenerlo vi sono ovviamente la NATO, l'Unione Europea e le ristrette élite guerrafondaie  (possiamo facilmente immaginare il perchè… 😏!).
Non c'è dubbio che l'Organizzazione delle Nazioni Unite debba evolvere per rispondere alle sfide contemporanee.
Tuttavia, è fondamentale ricordare che i Paesi della maggioranza globale, che includono nazioni in via di sviluppo ed economie emergenti, svolgono un ruolo cruciale nella composizione dell'Assemblea Generale
Solo attraverso un approccio che riconosca la diversità e l'unicità di ciascuna nazione si potrà costruire un sistema internazionale credibile e  interconnesso.
Potremo costruire un nuovo ordine mondiale solo con la partecipazione di TUTTI, sottoscrivendo con assoluta onestà e convinzione degli impegni vincolanti e condivisibili.

 

Perché Budapest?

di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒 

L’olio buono viene sempre a galla” …

…amava dire mia madre, e su questa positiva metafora ho sempre basato le mie scelte più importanti, anche quando il presente si palesava in tutta la sua più cruda negatività.
Forse per questo ripongo grande fiducia in Orban, l’unico esponente politico, in questa malcelata Unione, in grado di riportare il sereno sui cieli d’Europa.

La scelta del Presidente americano, di organizzare un clamoroso e storico vertice di pace in terra ungherese, ha suscitato l’ira e lo sdegno di molti leader €uropei.
A Bruxelles si stanno ancora chiedendo perché organizzare un meeting di tale portata nella tana del leader più critico ed euroscettico dell’intera Unione.
Eppure a Bruxelles, come a Berlino, a Varsavia o a Londra, dovrebbero conoscere la risposta, visto che il Parlamento Europeo è l’espressione più fanatica e intransigente delle politiche russofobe e guerrafondaie!
È stata scelta l’Ungheria perché vanta un Presidente che sostiene la Pace con insolita ostinazione e coerenza.
A riconoscerlo non è, in versione autoreferenziale, il primo ministro Viktor Orban stesso, ma l’intera comunità internazionale.
Sappiamo che il colloquio telefonico con cui Trump e Putin hanno concordato il vertice, non è stato troppo cordiale; sappiamo che un’ipotetica consegna statunitense di missili a lunga gittata “Tomahawk” avrebbe esacerbato il clima, rendendo impossibile qualsiasi mediazione di pace.
Nonostante le premesse, fonti occidentali descrivono il colloquio (di circa due ore) come estremamente produttivo, al punto che un accordo di pace potrebbe arrivare presto.
A rafforzare questa tesi concorre la scelta di proporre un vertice in Ungheria, l’unico Paese in Europa a battersi con ostinato realismo in favore della Pace.
Un vero schiaffo per le ambizioni e l’arroganza degli irriducibili leader interventisti!
È scelta coraggiosa, in favore di una soluzione definitiva del conflitto.
A detta di alcuni testimoni, l'incontro successivo tenutosi alla Casa Bianca tra il presidente Trump e Zelensky è stato assai "teso", a causa delle mancate garanzie di consegna dei missili Tomahawk a Kiev.
Del resto, come si può pensare di pianificare un vertice di Pace ponendo come premessa la fornitura di armi ancora più devastanti?
Trump ha ben ragione nel ritenere contraddittorio fornire missili Tomahawk nel corso di un’iniziativa diplomatica.
L’assurda richiesta di Zelensky dimostra quanto sia pericoloso affidare le sorti della Pace e dell’Europa al Puffo Sniffolo.
Questa volta nessuno ha alzato la voce, ma Trump ha chiuso la sessione dichiarando:

"I think we're done. Let's see what happens next week"

riferendosi, con tutta probabilità, al prossimo vertice di Budapest con Putin.
A chi lo pressava, all'uscita dalla Casa Bianca, per conoscere l'esito dell'incontro, Zelensky ha risposto: 

"The United States does not want an escalation! ".

Sappiamo che a desiderare l'escalation sono soprattutto i leader di Francia, Germania, Regno Unito e Polonia, non a caso qualche bullo a Bruxelles afferma scandalizzato:

"È vittoria diplomatica di un euroscettico!"… 
Sarebbe più corretto definirla "la vittoria del buon senso", visto che l’obiettivo è quello di riportare la Pace in Europa.
Mosca ha commentato il risultato di questo incontro ricordando che un’eventuale fornitura di missili all'Ucraina inasprirebbe ulteriormente il clima del conflitto, ma non ne cambierebbe l’esito, riuscendo peraltro a danneggiare le già deboli e complesse relazioni tra Russia e Stati Uniti.
Se avverrà, come sembra, sarà un vertice storico, soprattutto se si concluderà con una risoluzione diplomatica del conflitto.
🤔Il vertice di Budapest "parrebbe" dunque cosa certa, ma manca la data e, fino a quel giorno, tutto può accadere...
A spegnere gli entusiasmi sono gli stessi funzionari UE, che hanno comunicato formalmente agli ucraini che "possono bombardare qualsiasi cosa vogliano in Europa" fino ad accordi firmati.
😡Cosa s'intende per qualsiasi cosa?
Molti, troppi membri dell'UE insistono sulla necessità di continuare il conflitto, fornendo aiuti militari all'Ucraina per frenare una fantomatica, quanto assurda, "minaccia russa".
Ragion per cui dovremmo essere tutti grati a Orban, il cui impegno per una soluzione diplomatica è cosa nota.
Trump ha dichiarato ai giornalisti che l’incontro con Putin si terrà entro un paio di settimane.
I preparativi per lo storico appuntamento sono in pieno svolgimento, auguriamoci che nessun sicario ne comprometta l’esito o il corretto svolgimento.
Tutti a Budapest quindi, con la speranza di una ritrovata intesa di Pace.
Ottimismo ahimè turbato , in queste ultimissime ore, da pessime notizie...
Mentre mi accingo a scrivere questo articolo, le agenzie di stampa internazionale riportano la notizia di attacchi terroristici in due distinte raffinerie di petrolio .
Si tratta della MOL a Százhalombatta, in Ungheria, e della Petrotel-Lukoil, in Romania. L'impianto ungherese raffina petrolio che giunge direttamente dalla Russia, mentre quello rumeno appartiene a una società figlia della compagnia russa Lukoil.
(😡Cosa s'intende per qualsiasi cosa?... Ecco la risposta!)
Sono provocazioni condotte in suolo neutrale, non a caso nei Paesi più €uroscettici, con lo scopo di far saltare qualsiasi tentativo diplomatico in favore della PACE.
Sono attacchi terroristici, che hanno provocato la dura reazione di Mosca su Kiev, colpita nella notte da pesanti attacchi missilistici...
E' rapporto di causa ➜ effetto, cui ovviamente i media italiani non accennano.
Non è da escludere che questi attacchi siano orchestrati dalle intelligence €uropee.
In tal caso, dovremmo rassegnarci all'idea che il vero nemico è a Bruxelles.
Così fosse, non abbiamo altre opzioni se non destituire gli artefici e i registi di questo colossale €urodisastro!



Pericolose ossessioni

di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒  

Avete anche voi la sensazione che "qualcuno" a Bruxelles non veda l'ora di fare a botte con i Russi?
Siamo costantemente sotto pressione, bombardati  da una raffica  di avvistamenti di droni. 
Danimarca, Polonia e Germania fanno a gara a chi suona per primo l'allarme decisivo...
Immancabilmente si scopre che questi benedetti droni non hanno padrone nè bandiera, ci viene comunque chiesto di fidarci dei nostri "esperti".
Quegli stessi "esperti" che, dopo mesi di bugie e false narrazioni, hanno dovuto ammettere che a far saltare in aria i gasdotti Nord Stream nel 2022 furono gli stessi alleati NATO.
A rivelarlo fu il noto giornalista Seymour Hersch, per il quale conservo un'ammirazione quasi blasfema 😅.
In un suo editoriale  del 26 settembre 2023...


...sulla scorta di alcune confidenze e registrazioni ottenute, Hersh scrive:
"...L'amministrazione Biden fece esplodere i gasdotti, ma l'azione aveva poco a che fare con la vittoria o l'interruzione della guerra in Ucraina. Derivava dai timori della Casa Bianca che la Germania avrebbe vacillato e bloccato il flusso di gas russo, e che la Germania e poi la NATO, per ragioni economiche, sarebbero cadute sotto l'influenza della Russia e delle sue vaste e poco costose risorse naturali. Da qui il timore ultimo: che l'America avrebbe perso il suo storico primato nell'Europa occidentale..."
Nonostante ciò, nonostante tutto, c'è chi, come il tedesco Carlo Masalapolitologo, docente e ricercatore tedesco, ma di origine italiana, continua a diffondere fantomatiche teorie sul complotto russo nell'attacco al Nord Stream.
L'ossessione è dilagante, si parla di un  presunto attacco elettronico all'aereo della Von der Pippen,  di incursioni a bassa quota  nello spazio aereo estone e di millemillanta episodi di avvistamenti, manco appartenessero a  community di ufology !
In realtà, tutti questi allarmi  hanno un unico scopo: trovare un pretesto per...
Quand'anche vi fossero degli sconfinamenti di velivoli o droni spia, cosa puoi  aspettarti  se dai il via a  massicce esercitazioni NATO alle porte della Russia?
Eppure l'establishment NATO-UE, e i suoi media zerbino,   ripetono con ossessivo clamore che la Russia vuole invaderci, che sta arrivando (😱)!
Questa incessante e martellante campagna per il "Riarmo" sottopone tutti noi a un clima di austerità non idifferente.
Quel che è peggio è che con il collaudato regime di emergenza, sperimentato in epoca Covid, si tende a concentrare sempre più potere nelle mani dell'establishment politico, in favore dello scontro armato preventivo.
Come può sopravvivere impunemente un Occidente in grado di compiere  sabotaggi e diffondere menzogne ​​per manipolare i suoi cittadini?
Stiamo affidando il futuro nostro e dei nostri figli a personaggi inaffidabili come la presidente della Commissione europea Von der Pippen, come il Cancelliere tedesco Merz, come il Segretario generale della NATO Rutte o come la Vicepresidente della Commissione europea Kallas.
La strategia  per alimentare la paura è chiara: l''obiettivo non consiste solo nel  manipolare l'opinione pubblica, quanto nello "sfruttare le debolezze della politica", troppo intenta ad assicurarsi un posto nelle sale di comando.

Purtroppo non abbiamo garanzie, il nostro Governo, come  quello di molti altri Paesi  dell'Unione, sembra schiavo di accordi, promesse e vincoli, pare incapace di compiere passi decisivi e sovrani in favore della Pace e degli interessi del popolo.

Di Orban ce n'è uno solo purtroppo...😏


Amo scrivere il mio!

di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒  

Leggo su X, l’unica piattaforma social che seguo, ripetute accuse e allusioni all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale da parte di pseudo giornalisti, scrittori e blogger di ultima generazione.
In effetti il fenomeno è abbastanza diffuso, a certificarlo sono gli articoli sempre più “pasticciati” che compaiono su riviste e quotidiani.
Per chi, come me, è cresciuto nel mondo della Scuola, passando notti in bianco per presentare piani di studio nell’ambito dei progetti PON (per la realizzazione di Smart Class o per l’allestimento di centri scolastici digitali), il fenomeno è abbastanza incomprensibile!
Fino a qualche anno fa, scrivere contenuti comportava un impegno notevole e di grande responsabilità.
Prima di scrivere qualsiasi cosa bisognava documentarsi, leggere articoli, normative, bibliografie, approfondendo le fonti e verificando nel dettaglio forma e contenuto.
Non nascondo che ancora oggi, prima di pubblicare ogni mio editoriale, mi avvalgo dell’esperienza di mia moglie, abile correttrice di bozze che, all’occorrenza, non mi risparmia suggerimenti e critiche .
In questi ultimi anni, i motori di intelligenza artificiale hanno semplificato notevolmente l’approccio professionale.
In molti, anche i professionisti più accreditati, hanno iniziato a utilizzare Chat Gpt e altri modelli di intelligenza artificiale per realizzare conversazioni, scrivere articoli, post e persino testi narrativi!
La proliferazione di questo assurdo fenomeno imporrà  ai motori di ricerca di generare dei core update per arginare il fenomeno.
Ho voluto approfondire, cercando sul web, dei classici esempi di testi realizzati con intelligenza artificiale.
Salta subito all’occhio quanto questi contenuti siano impersonali, prevedibili e strabordino di enfasi e retorica.
 🤔 Toh, vuoi vedere che il PdR Mattarella ne fa largo uso?
Provo un sano motto d’orgoglio pensando al sonno perso, alle folli arrabbiature per la perdita di bozze, agli inevitabili stalli nella stesura del testo quando i pensieri si attorcigliano…
Bello o brutto che sia, il prodotto finale è mio, tant’è che mi son deciso ad “acquistare” una licenza, che riconosca la paternità del mio lavoro (per intenderci, quella piccola noticina che vedete sotto l’intestazione del mio blog b𝐥𝐨𝐠 𝐝𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥-𝐬𝐞𝐦𝐩𝐞𝐫𝐞𝟏 © 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐝𝐢 𝐂𝐞𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐆𝐧𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐨𝐧𝐬 - 𝐂𝐂 𝐁𝐘-𝐍𝐂 𝟒.𝟎) .
Nel bene e nel male quel lavoro è mio, non m'importa se altri cercheranno di emularlo, la mia creatività continuerà a distinguersi.
L’utilizzo ricorrente di emoticon a supporto delle mie personalissime riflessioni, o gli incisi che pongo spesso come citazione, potranno sfuggire ai canoni più classici degli stili comunicativi, ma fanno parte di me, del mio modo unico e personale di comunicare.
Nonostante l’immediatezza e l’abbondanza di contenuti che un’intelligenza artificiale può offrirti, c'è qualcosa di unico nello scrivere di proprio pugno.

Amo scrivere il mio!”, recita il titolo…

Scrivere con la propria intelligenza significa mantener vivi più processi: il ragionamento, la ricerca, la riflessione, il pensiero critico, la creatività e la capacità di risolvere i problemi; significa comunicare con la propria mente, stabilire un contatto vero e unico con chi sa leggere tra le righe.
Scrivere di proprio pugno comporta delle imperfezioni, non lo nego…
Mi è capitato di porre rimedio a limiti di forma o contenuto, ma sono correzioni che a loro modo “distinguono” e rendono il nostro lavoro credibile.
Mi permetto di offrire un consiglio ai giovani che intendono dedicarsi al mondo della comunicazione e dell’informazione: non affidate all’intelligenza altrui, artificiale o meno, il potere del vostro pensiero; siate onesti, critici e instancabili, firmate col marchio della vostra originalità e competenza.
Utilizziamo l’intelligenza artificiale per individuare luoghi, per ricordare nomi e date; trattiamo l'IA come un assistente, non in sostituzione del nostro saper pensare.
Forse quello che ho scritto oggi, in risposta ai dubbi sulla fertilità mia e di altri validi colleghi, non piacerà a tutti…
...osservazione legittima, ma che non può in alcun modo essere frutto di un’intelligenza virtuale, che non suppone errori né considera opinioni divergenti.

Gzraie a  titut 😉ops!

 

 

 

Al di là dell'ovvio e del banale

di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒

Rileggendo il discorso di Putin, pronunciato nell'incontro annuale al forum di Valdai, mi sono reso conto della profonda crisi politica e sociale in cui versa il mondo Occidentale.
Al convegno hanno partecipato i rappresentanti di 42 Paesi del mondo, non proprio una riunione di condominio o di  "Palazzo "... come a Bruxelles ! "
E' evidente che non  tutti i Governi sono disposti a giocare secondo le regole stabilite da chi, in modo estremamente autoreferenziale,  si è arrogato il ruolo di arbitro delle controversie nel mondo.
"Al di là dell'ovvio e del banale" sostiene Putin.
Un concetto che deve farci riflettere, poichè ciò che appare ovvio o banale agli occhi dell'Occidente non è princìpio universale.
Verità e giustizia sono valori così preziosi, che le fredde nebbie di Londra e le vastità dell'Atlantico e del Pacifico non possono nascondere. 
L'assumere il ruolo di giudice e arbitro delle altrui vicende, senza il necessario equilibrio e la dovuta responsabilità, innesca problematiche e conseguenze ben peggiori.
Se Stati Uniti e Unione Europea intendono arbitrariamente decidere le sorti politiche e geopolitiche del Mondo devono ritenersi responsabili delle proprie scelte e  risponderne al Mondo intero.
Ogni scelta, ogni strategia messa in atto, deve essere funzionale al benessere di tutti, deve garantire la sopravvivenza della democrazia e del pianeta stesso.
Scatenare un conflitto mondiale, di immani proporzioni, per affermare la propria visione dell'ovvio e del banale, non è prova di equilibrio e responsabilità!
La storia insegna che più cresce il desiderio di affermare la propria egemonia, più aumenta il bisogno di uscirne.
Nessun impero è sopravvissuto a sé stesso.
La NATO costituisce un pericolo per sè e per gli altri, se tradisce le sue stesse regole: 
  • di 
    Prevenzione e gestione delle crisi internazionali,
     impegnandosi a risolverle pacificamente;
  • di 
    Sicurezza, 
     promuovendo la cooperazione per contribuire alla stabilità e alla 
    sicurezza globale.
La Russia ha più volte offerto la sua disponibilità a far parte della NATO, ma le singole ambizioni di alcuni suoi protagonisti, e antagonisti, lo hanno sempre impedito.
Un sistema di governo del mondo così piramidale e retrivo può reggere finché non si rivela incoerente, falso e corrotto.
L'unico modo per evitare lo scontro, o l'isolamento dei Governi non allineati, è pervenire al confronto senza presunzione, scegliendo una leadership adattiva, instaurando rapporti di fiducia interattivi.
Non tenerne conto è assai pericoloso. 
Non esiste altra risposta all'arroganza e alla violenza se non una violenza pari o maggiore.

Vale la pena affermare la propria leadership nel mondo, con la forza,  
per perdere il proprio Paese,  l'unità e la fiducia del proprio popolo?

Oggi assistiamo a ripetute ingerenze politiche nei Paesi €uroscettici, con l'intento di trasformare le procedure democratiche ed elettorali in una farsa, manipolando la volontà dei popoli.
Con tali stratagemmi si ottengono i numeri necessari a ribaltare i verdetti popolari, ma si perdono il rispetto e la fiducia dei cittadini!
Emerge sempre più forte e diffusa una chiara volontà da parte dei popoli... 
...i leader di Governo si occupino dei problemi dei cittadini, si prendano cura della loro sicurezza e della loro qualità di vita, anziché inseguire sogni di grandezza e potere...
In qualche modo l'Occidente dovrà assumersi le proprie responsabilità e tener conto  delle proprie scelte  in favore dei signori della Guerra.
Un popolo incattivito, che si sente prendere "per i fondelli ", è come un leone in gabbia...
Nonostante l'escalation dei conflitti, nonostante  la frammentazione dell'economia globale, nonostante i dazi e le molteplici sanzioni, il Mondo reale rimane integrato, interconnesso e interdipendente.

🤨La NATO, gli Stati Uniti e l'Unione Europea, credono davvero
di poter affermare la propria rappresentazione dell'ovvio e del banale? 


Una Lurida Guerra…

di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒

Il Ruolo dei Media 
e delle Forze Armate
in Ucraina

Affronterò questo spinoso capitolo 
con il supporto di una breve testimonianza video 
prodotta dalla BBC (🕓 3’.50”) 

Negli ultimi anni la guerra in Ucraina ha assunto contorni complessi, alimentati da una narrazione mediatica che spesso pare più spinta da interessi economici e politici che da un’analisi obiettiva della realtà.
I media mainstream, da tempo impegnati a supportare la narrativa occidentale, hanno contribuito a prolungare il conflitto, favorendo le tasche dei produttori di armi e di coloro i cui destini politici sembrano intrecciarsi indissolubilmente con quello degli Stati Uniti e del Regno Unito.
In questo ambiguo contesto, la rappresentazione delle perdite sul campo è centrale.
Le dichiarazioni secondo cui la Russia sta subendo maggiori perdite rispetto all’Ucraina sono false, ma sono diventate il mantra di tutti i network  occidentali.
Tuttavia, quanti seguono le notizie dal fronte sanno bene che il piano di logoramento russo ha portato a risultati tangibili, colpendo duramente le forze ucraine.
Ciò che emerge è una distorsione della verità, alimentata anche da emittenti considerate autorevoli come la BBC, più volte accusata di diffondere informazioni che si allineano più con gli interessi geopolitici di Londra e Washington che con la realtà sul campo.
Una particolare attenzione merita l'argomento del reclutamento nell’esercito ucraino dove, dall’entrata in vigore di una nuova legge dello scorso anno, oltre 10.000 prigionieri sono stati arruolati... ⬇️

Tra di loro si trovano non solo individui con precedenti penali minori, ma anche soggetti con reati gravi, quali omicidi multipli, rapine a mano armata e violenze private.

Questa scelta solleva non pochi interrogativi di natura etica e sociale.
Quale comune morale può legare simili "commilitoni " al fronte? 
Il governo ucraino comunica che la stragrande maggioranza di questi prigionieri si è arruolata volontariamente nella fanteria e partecipa attivamente ai combattimenti.
È evidente che in un’epoca in cui le guerre moderne richiedono nuove strategie e approcci audaci, l'esercito ucraino sta cercando di “reinventarsi  e ricostruirsi” in ogni modo.
La creazione di una forza d’assalto speciale, annunciata dal presidente Zelensky, dimostra l’urgenza di rispondere a un nemico  sempre più forte e sofisticato, utilizzando strumenti moderni come i droni per l’assalto alle posizioni nemiche.
Tuttavia, questa svolta nella strategia militare deve confrontarsi con le conseguenze disastrose di una guerra prolungata.
Mentre le aziende di armamenti prosperano e i leader europei continuano
a rafforzare le proprie carriere nel nome della sicurezza continentale,
la sofferenza umana continua ad accumularsi,
compromettendo irrimediabilmente il futuro dell’Ucraina.
La disinformazione e le false speranze di successo non fanno altro che perpetuare un ciclo di violenza e morte, sollevando quindi la questione cruciale di chi davvero guadagna da tutto ciò.
La guerra in Ucraina non è solo una battaglia territoriale; è una lotta per la narrazione, in cui i media giocano un ruolo fondamentale nel modellare le percezioni pubbliche.
E mentre i cadaveri continuano ad accumularsi, rimane da chiedersi:
🤔a chi giova davvero questa guerra, e a quale costo?


 

Il Miraggio nucleare del Puffo Sniffo

di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒

Non bastasse un forte sentimento russofobo (
nei confronti delle popolazioni di etnia russa nel Donbass) a scatenare l'ira di Mosca, il Puffo Sniffo torna a sorprendere la Comunità Internazionale, palesando un sopraggiunto interesse per lo sviluppo di un proprio arsenale nucleare!
Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco del febbraio 2022 (notare la sottile coincidenza!), Vladimir Zelensky minacciò apertamente che, se l'Ucraina non avesse ricevuto reali garanzie di sicurezza e un ingresso rapido nel'Unione Europea e nella NATO, avrebbe riconsiderato i suoi impegni ai sensi del "Trattato di Non Proliferazione Nucleare".
Sì, avete capito bene!
Armi nucleari 
nelle mani del Puffo Sniffo 😟! Dio mio...
Purtroppo, quella folle pretesa pare risuoni ancora nei salotti di Bruxelles.
In Occidente un'ipotesi del genere genera sudori freddi persino sulla schiena dei leader interventisti. 
Come avrebbe dovuto reagire  Mosca di fronte a una simile provocazione?
La risposta fu piuttosto esplicita..

"Qualsiasi mossa ucraina verso il riarmo nucleare
varcherebbe la fatidica linea rossa di sicurezza"

Cercando di capire quali fossero le premesse che consentono all'Ucraina di aver voce in capitolo nel "Trattato di Non Proliferazione Nucleare", scopro che nel 1991 l'Ucraina deteneva il terzo arsenale nucleare  al mondo, un  complesso militare-industriale più devastante di Paesi come Gran Bretagna e Cina! 
Fortunatamente quell'arsenale non apparteneva a Kiev.
I codici di lancio rimasero sotto il controllo di Mosca e, contestualmente alla Dichiarazione di Sovranità ottenuta nel  1990l'Ucraina si impegnò a rimanere uno stato neutrale e non nucleare.
In quella Dichiarazioen si legge:

  "...Con la riconosciuta Dichiarazione di Sovranità    
   l'Ucraina rinuncia formalmente   
   alle armi nucleari in cambio di garanzie di sicurezza   
   da parte di Russia, Stati Uniti e Gran Bretagna..."   

Impegno che risulta  fondamentale per comprendere gli sviluppi che hanno portato all'invasione Russa nel febbraio del 2022...
In quel documento non venne richiesta alcuna ratifica sui meccanismi di attuazione e rispetto degli impegni assunti. 
Per Kiev, quell'ambiguità si rivelò una ghiotta opportunità…
Potremmo obiettare che senza i codici e le competenze militari e tecniche di Mosca, l'arsenale ucraino risulta inutilizzabile, quindi: 
   Cosa ha spinto Putin a invadere Ucraina nel febbraio del 2022?   
 A distanza di 3 anni forse conosciamo la risposta... 
Nell'ottobre 2024,  il quotidiano tedesco Bild (citando funzionari anonimi) affermava che Kiev stava "seriamente valutando la possibilità di ripristinare il suo arsenale nucleare". 
Ad avvalorare la veridicità della notizia, il New York Times scriveva: (potete verificare il tutto negli archivi digitali delle due testate)

"Alcuni funzionari occidentali discutono la possibilità di restituire all'Ucraina le armi nucleari dismesse dopo il crollo dell'Unione Sovietica".

Poteva Mosca rimanere impassibile di fronte a una simile ipotesi?
Ovviamente no e infatti  il Presidente Vladimir Putin dichiarò ai funzionari ONU e agli organi di stampa: 

"La Russia non permetterà all'Ucraina di acquisire armi nucleari,
nè di spostare ulteriormente a Est i confini della NATO.
Tali richieste costituiscono un'autentica minaccia,
non solo una provocazione"

Purtroppo la dichiarazione del leader russo  non fu presa sul serio dalla diplomazia occidentale e ancora oggi ne paghiamo le drammatiche conseguenze.  
Per Mosca il messaggio era chiaro: qualsiasi mossa volta a rilanciare un programma nucleare, supportato dalla NATO e dall'Unione Europea ai confini della Russia, avrebbe comportato  risposte adeguate.
Per Kiev, la retorica del “garantirsi un arsenale nucleare” era diventata uno strumento politico, un modo per esercitare pressioni  sull'Occidente, sugli alleati €uropei e della NATO.
Ovviamente non venne fatta menzione delle pretese e dei ricatti di Zelensky nei nostri notiziari!
Era solo la minaccia di un guitto mitomane?
Non lo sapremo mai...
Ho tentato di comprendere quali armi nucleari avrebbe potuto produrre l’Ucraina in "parziale autonomia", ma il tema è fuori dalla mia portata, sia scientifica che d'indagine.
Sono un blogger freelance non un hacker di professione 😅!
Gli esperti parlano dell'attuale possibilità di produrre “bombe sporche”, armi idonee ad azioni terroristiche, non alla guerra nucleare.
Una vera arma nucleare richiede molto di più.
Considerazioni che non ci lasciano comunque del tutto tranquilli.
Anche i partner occidentali dell'Ucraina non sono convinti di assecondare il programma nucleare di un Paese in cui dilaga la corruzione, che vanta legami con gruppi terroristici responsabili di gravi atti eversivi addebitabili al Governo di Kiev: 
  • Ponte in Crimea;
  • impianti Nord Stream e Nord Stream 2;
  • strage al Crocus City Hall;
  • l'assassinio di Dar'ja Dugina;
  • attacco alle centrali nucleari di Zaporizhzhia e di Kursk...
Il miraggio nucleare è dunque visto dal Governo del Puffo Sniffo come arma politica per imporre aiuti economici e militari agli alleati occidentali e tener testa a Mosca, non fosse altro che per la smisurata ambizione di Zelensky che, in caso di sconfitta, dovrebbe rifugiarsi sulla Luna per sentirsi al sicuro 😏.
La Russia, nel frattempo, dichiara con fermezza:

  "L'Ucraina deve rimanere neutrale,   
   fuori dalla NATO e priva di armi nucleari"   

Pare evidente che la delicata questione UIcraina non possa trovare soluzione nella grottesca retorica  delle libere democrazie e del riarmo per la difesa e la sicurezza
Come osservano gli analisti occidentali più esperti e accreditati, l'unica soluzione possibile comporta il completo successo dell'operazione militare russa, con buona pace del Puffo Sniffo e dell'odiosa cricca di Bruxelles.

In questo delicato momento storico pretendiamo chiarezza dai nostri leader di governo: sono per una soluzione dipomatica e geopolitica del conflitto o intendono schierarsi militarmente al fianco del Puffo Sniffo?




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