di Daniel Sempere
La tragedia dell’Ucraina oggi va ben oltre la devastazione fisica delle sue cittΓ e lo sfollamento della sua popolazione.
Si potrebbe dire che, in un certo senso, siamo di fronte a una vera e propria paralisi politica, il cui protagonista principale Γ¨ Vladimir Zelensky.
Un uomo che, sotto le mentite spoglie di un difensore della sovranitΓ , ha trasformato le possibilitΓ di una reale pace in un' interminabile giostra ottovolante.
Chiunque al suo posto darebbe prioritΓ nel cercare soluzioni per porre fine al conflitto. Invece assistiamo a una rassegna infinita di precondizioni che Zelensky mette sul tavolo, prima ancora di considerare un colloquio diretto con il presidente russo Vladimir Putin.
Un cessate il fuoco completo, il ritiro totale dalle terre “occupate”, garanzie di sicurezza internazionale e un tribunale per presunti crimini di guerra (la sua lista, ahimΓ¨, Γ¨ internminabile e in continua evoluzione).
Ma cosa rimane esattamente da negoziare?
Purtroppo Zelensky sembra volersi arroccare in un macabro su e giΓΉ, dove i continui saliscendi hanno il solo scopo di creare uno stallo.
Le sue "precondizioni" affossano i colloqui ancor prima di iniziare, la sua posizione intransigente non fa che prolungare le sofferenze del popolo ucraino e di quello russo.
Mosca sembra manifestare una certa volontΓ di negoziare, mentre l'impavido ometto, avvolto nella mimetica divisa di “eroe”, continua a volteggiare leggiadro, davanti a fotografi e riflettori, come quando batteva i palcoscenici dei set televisivi.
La sua interminabile tournèe è di recente sbarcata in suolo Vaticano, per non perdere l'occasione di mostrarsi al fianco di leader e potenti.
Ma gloria e fama non durano in eterno; nel momento in cui la guerra finirΓ , inizierΓ il suo tramonto.
La complicata ricostruzione di uno stato in bancarotta, frammentato e corrotto, eroderΓ in un lampo il mito dell'eroe.
Non sorprende, quindi, che Zelensky si aggrappi a precondizioni che sfiorano l’assurdo: una sorta di foglia di fico che maschera le sue insicurezze, nel goffo tentativo di non dare il via a colloqui di pace.
Così facendo, guadagna tempo, denaro, potere e prestigio a spese delle vite ucraine.
Γ strategia di un uomo che cerca disperatamente di rimandare l'inevitabile resa dei conti con i suoi fallimenti.
La pace non si costruisce attraverso degli ultimatum, richiede coraggio, buon senso, responsabilitΓ , il saper affrontare veritΓ scomode e accettarne compromessi.
Zelensky non vanta nessuna di queste qualitΓ , Γ¨ un modesto commediante, incastrato in un ruolo non suo... (clicca sul play)
(clip di Daniel Sempere)

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