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Civiltà occidentale in crisi?

Di Daniel Sempere 

Recentemente, molti esperti e commentatori hanno evocato l'idea che la civiltà occidentale si trovi sull'orlo del collasso. 
Allarme eccessivo e prematuro? 
Le società umane, a dispetto dei periodici cicli di crisi, hanno dimostrato una sorprendente resistenza (stavo per scrivere resilienza, ma sono certo che, come me, avreste abbozzato una smorfia 😉). 
La storia è costellata di civiltà che hanno raggiunto apici di grandezza, per poi scomparire: dall'Antico Egitto all'Impero Romano, dai Maya alla dinastia Qing in Cina. Ognuna di queste culture ha vissuto un periodo di splendore, seguito da un inevitabile declino. 
Oggi, molti identificano segnali simili nella società contemporanea, evidenziando problemi come la crescente disuguaglianza economica, i conflitti geopolitici, la polarizzazione politica e i disastri ecologici. 
Tuttavia, è fondamentale ricordare che le crisi non sono sempre sinonimo di fine.
La nostra comprensione della storia è spesso superficiale e semplificata, impedendoci di 
apprendere le lezioni cruciali che possiamo acquisire  dal passato. 
L’attuale “crisi” globale, quindi, non rappresenta necessariamente una condanna a morte per la civiltà occidentale, ma potrebbe essere un'opportunità per rafforzare il nostro tessuto sociale e politico. 
Le democrazie, in particolare, devono affrontare gli effetti di un crescente ed esasperato relativismo nella narrazione storica. 
Quando tutto è visto come "relativo", si perde la capacità di formulare analisi oggettive e di imparare dalle esperienze passate. 
Qualsiasi tua opinione, per quanto saggia e sensata, è assolutamente relativa. 
Contano i numeri! 
Si finisce, così, per credere al politico, all'opinionista o all'influencer di turno, poiché hanno i numeri per risultare credibili... 
Questo porta a una difficoltà nel risolvere i problemi sociali attuali: dall'immigrazione clandestina al radicalismo islamico, passando per il fanatismo del cambiamento climatico. 
La politicizzazione estrema delle opinioni ha minato la nostra capacità di affrontare questioni vitali con serietà e competenza.
È assolutamente auspicabile che la società torni a riconsiderare i valori della conoscenza e dell'analisi critica. 
Dobbiamo tornare a studiare, a cercare in profondità, a confrontare, per comprendere e maturare opinioni personali. 
Solo così potremo superare le crisi attuali e costruire una civiltà in grado di affrontare le sfide del futuro. 
La storia, sebbene possa sembrare ciclica, offre strumenti essenziali per districarsi nelle tumultuose acque della nostra esistenza collettiva. 
E, come ci insegna la storia, maestra di vita, è nel riconoscere i nostri errori e nel valorizzare la conoscenza che la civiltà può trovare la vera forza per resistere e prosperare.
Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo. 
(George Santayana)





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