di π·πππππ πππππππ
Nel prossimo
anno, Γ¨ assai probabile che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, le
tensioni geopolitiche e il cambiamento delle dinamiche di investimento
ridisegneranno la mappa globale dell’innovazione.
Non tutti i
poli tecnologici reagiranno allo stesso modo: a emergere saranno quelli capaci
di adattarsi piΓΉ rapidamente a un contesto in continuo mutamento.
Eppure, al di
lΓ delle tecnologie e dei capitali, esiste un fattore decisivo che spesso passa
in secondo piano: il contesto imprenditoriale, ovvero, l'insieme dei fattori
interni ed esterni (economici, di mercato, tecnologici, normativi, sociali) che
influenzano la creazione, la gestione e la crescita di un'impresa.
Γ qui che si
gioca la partita piΓΉ importante, perchΓ© Γ¨ il contesto operativo a
determinare quanta libertΓ , stabilitΓ e fiducia hanno innovatori e imprenditori
per assumersi rischi e investire nel futuro.
Quando i
governi scelgono di semplificare il "fare impresa", creano un terreno
fertile per gli investitori...
Regole chiare,
istituzioni credibili e politiche che premiano il rischio non producono
risultati immediati, ma generano un vantaggio strutturale nel tempo.
La lezione Γ¨
chiara: nell’era dell’intelligenza artificiale, il vantaggio competitivo non
dipende solo dall’accesso alla tecnologia o ai capitali, ma da una
regolamentazione intelligente, da istituzioni solide e da una politica lungimirante,
in grado di attrarre talenti, imprese e investimenti.
Nell'era
dell'Intelligenza Artificiale, la tecnologia in sΓ© sta diventando un bene
accessibile a molti, mentre l'ambiente in cui questa tecnologia opera diventa
il vero differenziatore competitivo.
Spostare
il focus dai "chip" alle "istituzioni" Γ¨ visione
profonda.
Il
Mercato, infatti, reagisce in base a fattori ben precisi…
- Regolamentazione: nel settore AI le imprese non investono miliardi se temono che una legge futura renda illegale il loro modello di business. Un quadro normativo chiaro e rassicurante puΓ² attrarre capitali perchΓ© riduce il rischio legale;
- standard etici: la fiducia del consumatore Γ¨ fondamentale, una regolamentazione che garantisca privacy e sicurezza rende i prodotti piΓΉ appetibili sul mercato globale;
- infrastrutture: non basta comprare GPU (potenza di calcolo); servono persone capaci di programmarle e, soprattutto, di integrarle nei processi produttivi.
Serve,
come scrivevo poc’anzi, una politica lungimirante e attrattiva.
PerchΓ©
la politica ha un ruolo fondamentale nello sviluppo economico e imprenditoriale…
Il
vantaggio competitivo oggi si gioca sulla capacitΓ di stringere accordi per
l'accesso a dati e materie prime (vedi la carenza di semiconduttori nelle
aziende Europee.
Per
attrarre i migliori talenti mondiali, non servono solo alti stipendi, servono
una burocrazia snella e dei servizi efficienti.
Talento
e capitale vanno dove si vive meglio.
Non
sono un esperto in materia, ma Γ¨ assai probabile ipotizzare che il successo di
una nazione o di un'area economica dipenda dai 3 fattori sopra citati: regolamentazione,
standard etici e infrastrutture.
Per
l'Italia sarΓ una sfida difficile, stretta com’Γ¨ tra le maglie della burocrazia
€uropea e nazionale.
Le nostre
istituzioni non mancano di, manca spesso la volontΓ (o capacitΓ π€) politica nell’ attrarre i grandi capitali e
trattenere i talenti che formiamo nelle nostre universitΓ .
La
tecnologia si puΓ² copiare o comprare, come hanno fatto per decenni i cinesi…
Al
contrario, una cultura istituzionale che favorisca l'innovazione in termini di
investimenti e progettualitΓ richiede decenni per essere raggiunta.
Temo,
ma non sono il solo, che l'Unione Europea stia rischiando di diventare solo un
"regolatore" del mercato, lasciando che la guida tecnologica rimanga
saldamente nelle mani di USA e Cina.
Il
rischio che l'Europa diventi "arbitro di una partita giocata da
altri" Γ¨ reale e immediato.
Mentre
gli USA guidano con i capitali e la velocitΓ d'impresa, e la Cina con la
centralizzazione dei dati e la pianificazione statale, l'Europa ha scelto la
via della semplice regolamentazione giuridica, un approccio totalmente
sbagliato.
La solita €urocrazia che funge da regolatore e non da motore produttivo.
Come
accadde in un recente passato, con la recessione del 2008: da fenomeno d'Γ©lite,
divenne fuga di massa dei migliori talenti.
All’epoca
esodavano i ricercatori, oggi partono infermieri specializzati, ingegneri, designer,
ecc…
⚠️In
questo desolante scenario, l'Europa diventa un mercato di "consumatori
protetti da leggi e norme" anzichΓ© di "produttori innovativi e
attraenti".
πServe altro per capire come uscire dalla trappola?

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