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Meet again !

   di π·π‘Žπ‘›π‘–π‘’π‘™ π‘†π‘’π‘šπ‘π‘’π‘Ÿπ‘’ 

Meet again...
È la nuova tendenza...
Una sorta di “riconnessione col passato”, che deriva da diversi fattori, quali la fatidica soglia degli "…anta che avanza", un vuoto socio-affettivo, il desiderio di riconnettersi con un periodo della propria vita finito nell’oblio, in cui si sono condivise esperienze: scuola, oratorio, piazza, prime amicizie, primi amori…
Alcuni psicologi sostengono che questa riconnessione possa avere effetti emotivi positivi, poichΓ© risvegliano ricordi “rivisitati”, che la rimozione inconscia di ricordi obsoleti o non piΓΉ pertinenti  riesce a filtrare.
Agli inizi degli anni duemila Facebook divenne la piattaforma  piΓΉ utilizzata e invasiva, per ritrovare vecchi amici, ex compagni di scuola, persino amori mai palesati.
Bastava un nome, un cognome o una data e magicamente si apriva la rubrica  di utenti omonimi tra cui iniziare a cercare.
È fenomeno che negli ultimi anni ha preso il largo, potendo sfruttare nuove e sempre più diffuse piattaforme come Instagram, Messenger, WhatsApp, Tik Tok...
Dei veri e propri ponti spazio-temporali che spopolano in Italia e nel resto dell’Occidente.
Da una seria e complessa ricerca, risulta che 7 italiani su 10 sono desiderosi di ritrovare gli amici del passato, incontrandoli di persona, non soltanto sui social, perchΓ© mossi dalla curiositΓ  di vedere come siano cambiati i propri amici o mossi dall’opportunitΓ  di rivivere le occasioni spensierate  (ricordate tali), del passato.
La tecnologia aiuta, si condividono pensieri, foto, ricordi, musiche, viaggi e quant’altro.
Per ritrovarsi basta poco, basta individuare un leader, uno stakanovista dei social, con molto, molto tempo a disposizione, che riesca a ricostruire e promuovere l’album dei ricordi, per creare quelle suggestioni che magicamente ci consentono dolci evasioni   dai problemi della vita quotidiana.
Per questi fan del “meet again” l’obiettivo Γ¨ ritrovarsi,  basta promuovere un sondaggio e il gioco Γ¨ fatto.
Il dove Γ¨ abbastanza scontato… ritrovarsi nei luoghi in cui vivono i depositari dell’iniziativa, perchΓ© Γ¨ lΓ  che nasce il fenomeno, Γ¨ la che proveremo a ricreare quella speciale atmosfera vissuta durante gli anni spensierati della giovinezza.
Ma era davvero così speciale, verrebbe da chiedersi?
Per chi è assalito dalla nostalgia dei tempi andati, sicuramente sì.
Poco importa se il dolore degli schiaffi della maestra furono  dolorosi, se l’ex compagno di classe, ora in chat,  ci irritava con i suoi stupidi scherzi…
È tutto passato, finito nell'oscuro vuoto della memoria. 
Emerge solo ciΓ² che gradiamo, quello che oggi ci fa sorridere, anche se all'epoca, forse,  ci avrebbe indispettito.
Ma allora cos’Γ¨ che ci ha impedito nei venti, trenta, quarant’anni precedenti di tagliare i ponti col passato?
Per molti l’ostacolo Γ¨ rappresentato dal vivere un rapporto di coppia, le responsabilitΓ , lo studio  o il lavoro, il doversi dedicare a famiglia e figli.
Per altri, forse, un sano realismo, che considera quel passato come una tappa e non il traguardo della propria esistenza.
Sono motivi apparenti?
Direi di no, talvolta viene a mancare la ragione stessa per cui un "legame fragile" non  rimane intatto.
Le persone crescono, cambiano, ciΓ² che ci ha uniti nell’adolescenza, come il gioco, la scuola, l’amicizia, la piazza, il cortile non esistono piΓΉ...
Poi c’Γ¨ la famiglia, che ci impone scelte responsabili.
Se quei legami fossero stati sinceri e  forti,  li avremmo dimenticati o sostituiti?
I veri amici non si abbandonano, non c’Γ¨ distanza o tempo che li possa allontanare.
Ma ecco che, complice l'etΓ , forse il desiderio di fermare il tempo, emerge il tentativo generazionale di riallacciare i rapporti. 
Quali sono le  motivazioni che possono favorire  questa riconnessione?
Mah, ognuno ha le sue.
Per alcuni il desiderio di un "meet again" scaturisce dal fatto che si arriva un certo punto nella vita in cui tendiamo a guardare con una certa diffidenza al futuro, causa l'inevitabile trasformazione cui siamo soggetti.
Per altri gettare un occhio al passato risponde a un ingenuo, quanto infantile, desiderio di sfuggire al presente,  soprattutto quando avvertiamo il peso degli anni.
Prendiamolo come un momento amarcord, puΓ² avere effetti benefici per il buonumore e la memoria, ma non prendiamolo troppo sul serio, o rischiamo di perdere ciΓ² che nel frattempo abbiamo costruito…
"Ciao Cesare πŸ˜…, quanto tempo! Che fai, dove sei, non ti sei piΓΉ fatto sentire. Ti ricordi…"

"Ciao Virginia..."

"Ginevra  πŸ˜’! "

 "😬Ops, scusa Ginevra, hai ragione,  sono passati secoli ! Io tutto bene tu?Un abbraccio, se capiterΓ² da quelle parti “magari” ci s’incontra. Ok? "

 


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