di π·πππππ πππππππ
"Democrazia" Γ¨ il termine piΓΉ "abusato" nel mondo della politica. Non passa giorno senza che venga pomposamente invocata contro nemici giurati o in celebrazione delle proprie garantiste virtΓΉ.
Con queste parole, in un tweet fissato
a introduzione del mio profilo X, condivido la mia disillusione nei confronti
di quello che considero un esperimento incompiuto, con il quale si testa la
capacitΓ di chi governa di saper accettare un
cambiamento democratico, suggerito dalla volontΓ popolare.
Diffido apertamente di chi abusa di tale termine, in luogo delle proprie sincere opinioni.
Non me ne voglia caro Presidente, ma le
contraddizioni attribuite al linguaggio della politica sono quanto di meno
credibile nel rapporto tra cittadino e istituzioni.
Si ha la netta sensazione che la Corte
Costituzionale e il nostro Presidente della Repubblica, primi garanti dei
princìpi costituzionali, temano il giudizio popolare e ciò che esso possa esprimere.
Diffido della politica e delle Istituzioni
che si esprimono col linguaggio della burocrazia, con termini astratti, con strutture
sintattiche contorte e ridondante formalitΓ .
Le contrapposizioni tra i comuni cittadini e
questa aristocratica €urocrazia politica, stanno mettendo in risalto tutti i
limiti della nostra Costituzione.
Un governo centrale che esercita pressioni
sui governi periferici (per imporre la propria linea di pensiero sull’informazione,
sugli obblighi di spesa e di bilancio, sui princìpi stessi delle Costituzioni) è
quanto di piΓΉ ambiguo e inaffidabile.
Mi riferisco ovviamente al governo centrale
dell’Unione Europea ma, pensandoci bene, tutte le Costituzioni furono scritte da Γ©lite colte e facoltose… Γ©lite che diffidavano della democrazia e della sovranitΓ popolare.
☝πChi scrive le regole, non le scrive mai a proprio svantaggio…
Nel nostro caso, non siamo nemmeno in grado di
eleggere il Presidente della Repubblica.
Il compito di individuare la figura del
futuro inquilino del Quirinale viene assegnato “con voto segreto” al
Parlamento e a 3 delegati per ogni regione (tranne la Valle d'Aosta che ne ha
uno solo).
Solo alla Camera ci Γ¨ permesso scegliere dei
candidati, peraltro, non soggetti a vincolo di mandato.
In ragione di tutto ciΓ², considero la
democrazia un esperimento incompiuto.
Non Γ¨ visione anarchica del sistema, Γ¨ genuina
analisi del nostro impianto democratico.
C’Γ¨ chi addebita questo mezzo fallimento ad
antichi retaggi del passato, ma son piΓΉ propenso a credere che il “limite
applicativo” risieda proprio nel meccanismo:
- sono le istituzioni che definiscono quali debbano essere i “nostri modelli e stili di vita”;
- sono i partiti politici a decidere cosa Γ¨ meglio per noi, a volersi scontrare sul terreno delle opinioni in proprio esclusivo favore.
Non sono questi meccanismi e obiettivi di
tutte le dittature?
Nulla di tutto ciΓ² volge a favore
del cittadino.
Quel che Γ¨ peggio Γ¨ che tutte le “moderne democrazie”
operano in un complesso sistema internazionale, stringendo patti di ferro, spesso autoritari.
π€Cosa cambia rispetto al passato?
Cambiano i metodi, cambiano le strategie, ma
le tecno-dittature non sono molto diverse da quelle del passato, conducono entrambe
al conflitto esteso e alle secessioni…

Nessun commento:
Posta un commento