๐Ÿ“Œ๐๐ฅ๐จ๐  ๐๐š๐ง๐ข๐ž๐ฅ-๐ฌ๐ž๐ฆ๐ฉ๐ž๐ซ๐ž๐Ÿ © ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ“ ๐๐ข ๐‚๐ž๐ฌ๐š๐ซ๐ž ๐†๐ง๐ž๐œ๐œ๐ก๐ข ๐ฅ๐ข๐œ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐‚๐ซ๐ž๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐ž ๐‚๐จ๐ฆ๐ฆ๐จ๐ง๐ฌ - ๐‚๐‚ ๐๐˜-๐๐‚ ๐Ÿ’.๐ŸŽ

Home Page

๐ŸŒ...TRANSLATE

Siamo tutti islamofobici?

di Daniel Sempere


Negli ultimi decenni, l’Europa si รจ trovata di fronte a un  acceso e complesso dibattito riguardante l’Islam politico, spesso definito come islamismo. 
La crescente presenza di gruppi musulmani, impegnati sia nella predicazione che nell’attivismo politico, ha portato a una riconsiderazione delle dinamiche sociali e culturali all'interno delle nazioni europee. 
Tuttavia, la questione non รจ solo di carattere religioso; essa tocca le fondamenta stesse della democrazia europea e dei suoi valori laici.

In questo contesto, รจ innegabile che l’Islam politico non si configuri come un fenomeno moderato o adattabile alle tradizioni europee.

La sua essenza puรฒ risultare inconciliabile con i princรฌpi democratici che hanno caratterizzato il nostro continente nell'era contemporanea. 
Di fronte a questa realtร , sussiste una scarsa volontร  da parte di molti leader e cittadini nell'affrontare le possibili implicazioni, derivanti dal divenire una nazione con un forte imprinting islamico. 
La recente escalation di conflitti tra Israele e Hamas ha  esacerbato le tensioni giร  esistenti, alimentando sentimenti di paura e intolleranza in Paesi come Olanda, Svezia, Francia e Gran Bretagna.
Prendere atto delle radici storiche dell’Islam politico รจ doveroso, 
 per comprendere le complesse sfide 
su integrazione, identitร  e valori laici
che attendono l'Unione Europea.
Purtroppo molti governi si trovano disorientati, incapaci di sviluppare strategie efficaci per affrontare le problematiche legate alla radicalizzazione e ai pericoli dell'estremismo piรน violento.
L'immigrazione massiccia, sovente vista come un'opportunitร , si scontra con una realtร  assolutamente precaria. 
Le cosiddette "no-go zone" esistono anche da noi (nei centri storici, nelle periferie) e rappresentano un campanello d'allarme per chi continua a credere nella gestione pacifica di una diversitร  mal integrata. 
Quando una popolazione immigrata supera il 10-15 % del totale, sorgono inevitabili problemi di ordine sociale e integrazione.
La Francia, per esempio, ha sforato abbondantemente questa percentuale, lasciando emergere un quadro preoccupante di frantumazione sociale. 
Anche l’Italia ha iniziato questo delicato processo inclusivo e, nel giro di pochi anni, passerร  dall'essere  stato monoetnico a nazione multirazziale. 
Sebbene la percentuale di immigrati provenienti da culture poco compatibili sia ancora contenuta, i dati criminologici mostrano un aumento della criminalitร  associata a queste popolazioni, colpendo in modo particolare le donne.
         Questi aspetti gettano un’ombra sul celebrato concetto di “diversitร ”,            che sembra comportare un costo sociale sempre piรน elevato. 
Non cala solo la sicurezza, calano la fiducia collettiva e l’impegno sociale nel far fronte e sostenere questo processo migratorio.
I livelli di istruzione e assistenza sanitaria sono messi a dura prova; si fa sempre piรน difficile sostenere una narrazione positiva sull’immigrazione, quando i fatti descrivono un peggioramento generale della qualitร  della vita.
Le politiche di integrazione a tutti i costi, promosse da certe fazioni politiche, 
hanno fallito nel loro intento, lasciando cosรฌ le nazioni europee 
a dover affrontare un compito arduo e urgente: 
rimodellare le strategie di immigrazione e integrazione. 
รˆ fondamentale accogliere solo chi possa essere considerato compatibile con la cultura e i valori europei, per evitare che il tessuto sociale si laceri ulteriormente.
Quella diversitร  e quella cultura che l'ex presidente della Camera, on. Laura             Boldrini,  vantava come "
avanguardia del nostro futuro stile di vita"          si sono rivelate un modello inadeguato e retrivo. 
Realtร  scomoda, vero on. Boldrini...?
Il "nostro futuro stile di vita"  dipenderร  solo, ed esclusivamente, dalla volontร  con cui sapremo proporre l'accoglienza e pretendere  un'adeguata integrazione degli immigrati nel nostro tessuto sociale.

Non รจ  "Solo un'errata percezione, frutto dell'avversione e del pregiudizio..." (cit. sind. Sala)
E' emergenza vera, non siamo tutti islamofobici, siamo di fronte a gravi ed evidenti  problemi  di ordine pubblico e integrazione!


Nessun commento:

Posta un commento

๐Ÿ”ท Condividi...

Popular Posts