Di Daniel Sempere
L'odio, una costante della condizione umana, ha sempre trovato posto nella storia dell'umanitΓ .
Oggi, tuttavia, si presenta in forme nuove e piΓΉ insidiose, permeando la societΓ in modo preoccupante, a partire dal post Covid.
Non si tratta piΓΉ di un sentimento relegato nell'ombra, ma di una palese forza divisiva, che parte dall'alto e si dirama verso il basso con inspiegabile virulenza.
Quello che Γ¨ ancora piΓΉ allarmante Γ¨ che queste manifestazioni d'odio
sono diventate parte del linguaggio mainstream,
veicolate anche da figure pubbliche che,
con la loro notorietΓ , rischiano di amplificare tali sentimenti.
L'odio contemporaneo Γ¨ camuffato, si cela dietro le parole di una retorica che giustifica l'intolleranza come risposta naturale a ciΓ² che viene percepito come estraneo, contario o non condiviso.
Γ reazione scomposta a minacce percepite come "attacchi" alle proprie Γ¨lite di appartenenza: siano esse politiche, professionali (π) o istituzionali.
In questo contesto, i cultori dell'odio si ergono a paladini delle virtΓΉ, ma spesso la loro narrazione si fonda su convinzioni dannatamente autoreferenziali, dettate per lo piΓΉ dalla paura di veder minacciato il proprio status e la propria leadership.
Personaggi noti, che dovrebbero guidare il dibattito pubblico verso un confronto costruttivo, si trovano a volte a perpetuare questo clima di aggressivitΓ .
Alan Friedman, Andrea Scanzi, Roberto Burioni (solo per citarne alcuni), pur con approcci diversi, sembrano voler cedere alla tentazione di ricorrere all’odio come "strumento di provocazione".
E' solo un innocente diversivo dialettico ?
Niente affatto, la loro influenza non deve essere sottovalutata: le parole e i messaggi che diffondono contribuiscono a creare una societΓ spaccata, dove chi viene individuato come bersaglio del proprio odio diventa il capro espiatorio di tutte le paure collettive.
Durante la pandemia, la paura prese piede in modo drammatico, alimentata da personaggi fortemente e volutamente aggressivi nel linguaggio e nelle dichiarazioni.
Ricorderete tutti le vergognose dichiarazioni al riguardo di figure note del mondo della politica e dell'opinione...
Gli asiatici prima, i "novax" poi, sono stati bersaglio di un odio strisciante, giustificato dalla necessitΓ di trovare un colpevole per una crisi che ha minacciato la nostra sicurezza e il nostro stile di vita.
Un deprecabile fenomeno che dimostra come l'odio tende a manifestarsi in reazione alla perdita di privilegi e libertΓ .
Il desiderio di appartenere a un gruppo agguerrito, di non sentirsi isolati di fronte a un "nemico percepito", invita molti a stringersi in questa spirale d'odio.
Si crea così una pericolosa rete di protezione, che offre una falsa illusione di continuità e stabilità .
E' un'unitΓ fragile e ingannevole, che ha il solo scopo di alimentare un clima di divisione e contrapposizione.
La polarizzazione social delle opinioni, sia online che offline, consolida la percezione di un "noi contro voi", dove ogni dialogo risulta impossibile.
Ironia della sorte, chi si erge a paladino della diversitΓ e dell'inclusivitΓ
cade spesso nella trappola della retorica dell'odio,
perdendo irremediabilmente credibilitΓ .
Questa incoerenza rappresenta una grave perdita per la societΓ , poichΓ© le fondamenta del vivere civile si sgretolano di fronte a queste contraddizioni!
La suggestione del "divide et impera" trova un triste compimento nella nostra societΓ .
La propaganda dell'odio disumanizza l'altro, creando una frattura sociale difficilmente ricomponibile.
Alla luce di "certe sue dichiarazioni",
rifletterei su questo, caro Presidente della Repubblica...
E' doveroso contrastare questa tendenza, ponendo rimedio alla disastrosa contrapposizione del noi contro voi.
Solo cosΓ¬ potremo recuperare la normalitΓ che ci Γ¨ dovuta e sentirci in grado di esprimere opinioni diverse, senza il timore di diventare bersaglio π― degli hater di professione... e dei "Bella ciao" π΅.


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