📌𝐁𝐥𝐨𝐠 𝐝𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥-𝐬𝐞𝐦𝐩𝐞𝐫𝐞𝟏 © 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐝𝐢 𝐂𝐞𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐆𝐧𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐨𝐧𝐬 - 𝐂𝐂 𝐁𝐘-𝐍𝐂 𝟒.𝟎

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Boeing, paura di volare?

 di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒  

Gli incidenti che hanno coinvolto l'industria Boeing, negli ultimi mesi, hanno sollevato interrogativi non solo sulla sicurezza dei suoi velivoli, ma anche sullo stato complessivo dell’industria manifatturiera statunitense.
Al 18 marzo scorso, il valore azionario della società aveva registrato un calo del 28% e l'agenzia Fitch Ratings aveva segnalato il suo debito a livello di "junk bond", praticamente delle obbligazioni spazzatura, che offrono rendimenti elevati, ma ad alto rischio di insolvenza (proprio per compensare gli investitori di tale rischio).
Secondo un’analisi di Quartz (nota agenzia di pianificazione viaggi statunitense), il 2024 è iniziato per Boeing con una serie di eventi critici:
➡️il 5 gennaio la porta di emergenza integrata di un 737 Max si è staccata in volo (episodio che ha inaugurato un trimestre segnato da ulteriori incidenti legati a malfunzionamenti meccanici o strutturali); 
➡️tra febbraio e metà marzo si sono verificate le seguenti anomalie: 
un pedale del timone bloccato, il  distacco di una ruota, una rapida discesa non programmata, l’esplosione di uno pneumatico, la mancanza di pannelli esterni su un velivolo e la morte dell’ex dipendente John Barnett.
Gli addetti ai lavori attribuiscono la frequenza di tali episodi a problemi gestionali e organizzativi accumulati nel tempo.

Nel tentativo di competere con l’A320neo di Airbus, Boeing ha accelerato lo sviluppo del 737 Max, esercitando una forte pressione sui team di progettazione affinché producessero un velivolo "più veloce, migliore ed economico ".
La strategia aziendale, incentrata sulla riduzione dei costi, sulla semplificazione dei processi e sull’esternalizzazione estesa della produzione, ha tuttavia indebolito la qualità del controllo interno.

🫤Sorprendentemente, l’FAA (la più grande agenzia del Dipartimento dei Trasporti statunitense), che dovrebbe vigilare sulla sicurezza dell’aviazione, ha delegato a Boeing parte delle verifiche, favorendo scarsa una trasparenza nelle  segnalazioni.
La situazione di per sè pare aggravata da difficoltà sistemiche che interessano l’intero settore aeronautico statunitense.
La catena di approvvigionamento presenta ritardi significativi nella produzione di componenti e materiali, mentre la carenza di meccanici e tecnici qualificati limita la capacità produttiva delle aziende.
Molte infrastrutture industriali statunitensi, costruite negli anni Sessanta, risultano obsolete e le politiche federali di sostegno alla produzione rischiano di risultare costose e poco efficienti.
Gli analisti del settore sottolineano che la combinazione di perdita di competenze, la riduzione degli standard di qualità e la pressione produttiva hanno contribuito al recente incremento degli incidenti.
La produttività del lavoro, frenata peraltro da richieste salariali elevate e da un mercato del lavoro poco flessibile, presenta forti criticità.
Secondo diversi esperti, per rilanciare la propria industria manifatturiera gli Stati Uniti dovrebbero investire in infrastrutture moderne, ricerca e sviluppo, formazione professionale e una rete globale di partnership industriali.
In un contesto di approvvigionamento globalizzato, anche una potenza tradizionalmente dominante come gli Stati Uniti fatica a colmare il divario senza una cooperazione più stretta con altre economie manifatturiere avanzate, tra cui Cina, Europa e Giappone.
Suppongo che, nel breve termine, le compagnie aeree intensificheranno ispezioni, manutenzioni straordinarie e revisioni.
Per il comune viaggiatore questo potrebbe comportare problemi logistici, ritardi, minor comfort o voli sostitutivi.




Non è quindi necessario “smettere di volare”.
Probabilmente vedremo più Airbus sulle piste degli aeroporti e la marcata pressione di media e governi costringerà Boeing ad aumentare la trasparenza sui problemi tecnici, sulle certificazioni e sui controlli di qualità.

😉Insomma, ci sono buone nuove  
anche per i viaggiatori più timorosi e scaramantici...

 

 



✨Natale 2025

Chi è abbonato a servizi streaming a pagamento come Netflix, Paramount, Prime Video, Disney+..., potrà  vedere alcuni di questi film dalla poltrona di casa...😉


Buen Camino (La nuova commedia italiana di e con Checco Zalone, un appuntamento fisso per il 25 dicembre, in streaming su Amazon Prime Video.)





Avatar: Fuoco e Cenere (Il nuovo capitolo della saga di James Cameron, probabile campione di incassi. In streaming su Disney+ )




Natale senza Babbo (con Gassmann e Ranieri, commedia ironica per tutta la famiglia, in streaming su Amazon Prime Video. ) 



Un topolino sotto l'albero  (Un film di Natale diverso da qualsiasi cosa abbiamo visto finora. Per ora  programazuone solo presso sale cinematografiche: UCI Cinemas...)








La mia famiglia a Taipei (A Taipei, Shu-fen lotta per tenere insieme la sua famiglia, ma le iniziative delle figlie rischiano di distruggere l'equilibrio già precario.)








Nguyen Kitchen  (Un riuscito feel-good movie che fa leva sul talento e la simpatia di Clotilde Chévalierin streaming su Amazon Prime Video, Netflix e Apple TV )









Eternity  (Una commedia romantica brillante, visionaria e commovente, ben scritta e con una triade di ottimi attori, in streaming su Amazon Prime Video)












La vita inizia a ...'ntanni !

di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒  

😯😕Ti avvicini alla soglia dei fatidici ‘50,
 ti sembra che la vita ti stia sfuggendo,
 che scorra a ritmi troppo veloci
 per potersela gustare come avresti voluto?

Tranquilli, non siete soli, benvenuti nel mondo della mezza età, processo globale e democratico che non risparmia nessuno.
Non temete, se avrete la pazienza di leggermi fino in fondo, potreste trovare più di un motivo per tornare a sorridere.
Vero, esistono autorevoli studi che ci legittimano a pensare che esista un alto coefficiente depressivo nei soggetti che superano la fatidica soglia dei cinquanta, legato all'età e a ciò che ci rende più insicuri.
I ricercatori hanno, altresì, scoperto che il picco di depressione, sia per gli uomini che per le donne, si verifica già dopo i quarant’anni, salvo non godiate della sindrome di Peter Pan.
Qual è il fattore determinante di questo improvviso e inatteso psychological down ?
Si ipotizza che "accada qualcosa nel nostro animo più profondo", qualcosa che tende a insinuarsi come un tarlo molesto nelle nostre menti.
Alcuni ne soffrono più di altri, lo spettro delle reazioni è ampissimo, nessuno sa spiegarsi esattamente cosa succede e quanto incida nel nostro umore.
Chi è più solido caratterialmente tende a reagire con razionale filosofia (perdonate l’ossimoro), per altri, più fragili e in percentuale decisamente più numerosa, esiste la possibilità di rassegnarsi solo col tempo alla nuova realtà.
L’importante è non rinunciare ai propri punti di forza, non reprimere aspirazioni e progetti in divenire.
Si dice, quasi sottovoce, che le persone allegre vivano sistematicamente più a lungo.
Ci si consola, in un indelicato confronto esistenziale, vedendo i coetanei più sfortunati abbandonare precocemente questo mondo.

😏Ehi!? Vi vedo !

Non è il caso di ricorrere a gesti scaramantici, ricerche molto attendibili dimostrano che le persone più "giovanili e longeve" risultano in forma fisicamente.
Come recita una nota massima di Giovenale: "Mens sana in corpore sano!
Può sembrare persino banale, ma una buona forma fisica e un tenore di vita controllato influiscono positivamente sul corpo e sulla mente.
Insomma, la felicità non è dote esclusiva della gioventù.
Intendiamoci, potremmo non essere tutti d'accordo con questa affermazione.
Chi sta vivendo separazioni dolorose, crisi famigliari, professionali o difficoltà economiche, potrebbe dissentire…
Tutto sta nell’allungare lo sguardo in direzione delle soluzioni, nel porsi dei traguardi, anche minimi, che possano cambiare lo stato delle cose e determinare un futuro migliore.
In alcune regioni del mondo, particolarmente inclini alla saggezza e alla meditazione, raggiungere la mezza età è considerato un premio, qualcosa di cui essere fieri e orgogliosi.
Dunque, se non avvertite questo straordinario orgoglio, ricordate: anche se vedete tutto nero e siete giù di morale, prima o poi, qualcuno o qualcosa vi riporterà sull'orlo della felicità.
☝️😑La vita non inizia a vent’anni.
Chissà quanti, come me, hanno vissuto più vite nella stessa... a trenta, a quaranta, a cinquanta 😂!
Se abbiamo un compagno o una compagna di vita che ci ama, un tetto, dei figli, dei nipoti, degli affetti cari, un lavoro stabile o una pensione, abbiamo le risorse migliori per affrontare il futuro, lungo o breve che sia.
Il resto della nostra vita, quello che ci attende, rimarrà scolpito nella memoria e negli affetti di chi ci circonda.
Vuoi mettere l’ironia, l’esperienza, la saggezza accumulata con la mezza età?
E’ invidiabile processo di "maturazione della personalità", che ne sanno i pischelli di venti o trent’anni?
Ognuno di noi potrebbe scrivere pagine intere raccontando il proprio vissuto, le proprie vicissitudini e le proprie esperienze.
Ebbene, quel libro mai scritto non deve finire; ogni giorno dovrebbe offrirci la possibilità di aggiungere appunti e ricordi.
Il nostro stile di vita è lo specchio del nostro essere e della nostra salute fisica e mentale.
Non serve essere dei Peter Pan per migliorarne l’immagine, è sufficiente mantener vivo in noi il desiderio di vivere, "di fare", di nutrire dei progetti a medio e lungo termine.
☝️😑Dimmi come vivi e saprò se sei felice.
Non abbiate paura di invecchiare, rimanete attaccati ai sogni e ai desideri… il cambiamento, anche quando è esteticamente svantaggioso, è meraviglioso, se lo si sa accogliere e migliorare.
😉Dajè, festeggiate senza nostalgia i vostri anni a venire, 
potrebbero essere i più belli e felici di sempre…



Un equivoco chiamato €uropa

 di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒  

🤔L'Unione €uropea sta crollando?
Pare proprio di sì, questa almeno è la sensazione.
Sembra crollare sotto il peso della propria arroganza, trascinando con sé la peggior classe politica europea, che ha tentato di imporre ai suoi Stati membri assurde regole economiche, politiche e migratorie.

Un
establishment che “vanta”, si fa per dire ovviamente, 253 casi di parlamentari europei coinvolti in scandali di corruzione e reati vari, ben 163 accuse a membri parlamentari condannati o multati a sèguito di illeciti, cui dovremmo aggiungere gli ultimi "campioni" €uroliberali, come l’ex ministro degli Esteri Federica Mogherini
Se non è un’associazione a delinquere poco ci manca.
È dunque questa l’Europa decantata con straordinaria e ipocrita enfasi dal nostro Presidente della Repubblica e dalla premiata Società di Fatto  Calenda, Letta & Company..?
(Per chi non lo sapesse, ricordiamo che una sdf è impresa collettiva, non formalizzata da un atto costitutivo legale, con la quale i Soci intendono condividere profitti e perdite di una qualsivoglia attività economica o…)
Ai Soci di questa singolare Società di Fatto vorremmo rispondere che la nostra identità storica e culturale conta più della loro tossica ideologia.
Contano i confini, le culture, le tradizioni, le identità; conta soprattutto la volontà popolare, soffocata con odiosa autoreferenzialità dai rappresentanti del potere centrale e periferico di Bruxelles.
Le vittime di questa fraudolenta Unione non sopportano più le bugie e gli imbrogli di Palazzo, vogliono riappropriarsi delle proprie radici, ritrovare identità, indipendenza economica e autodeterminazione.
È sacrìlego pensare di rappresentare la nostra civiltà con un anonimo straccio blu, simbolo di un potere non riconosciuto, le cui stelline sembrano legature di filo spinato più che simboli di unità e armonia!
I popoli europei respingono al mittente i dogmi dell’ "Agenda 2030", la Codex Gigas, bibbia del diavolo, di chi ha saputo vendere l'anima al New World Order.

🤔Perché c’è voluto tutto questo tempo                                                                  per smascherare la vera indole di questa Unione?

Col senno di poi sarebbe bastato considerare l’arroganza e la supponenza dei suoi interpreti più autorevoli per smascherarne le intenzioni…
Un folle progetto affidato a degli ambiziosi "funzionari", con l’intento di controllare le ricchezze, di interferire con le politiche sociali ed economiche degli Stati membri, di imporre cancel-culture, ideologie green e guerre "preventive".
Forse sono maturi i tempi per dire basta a queste governance globaliste, non elette, che erodono libertà, democrazia e risorse.
Le recenti accuse, formulate dal Presidente americano Trump e da Elon Musk, all’Unione Europea, rispecchiano il pensiero di milioni di cittadini europei.

Gli unici a mostrarsi indignati di fronte a queste scomode verità, sono quei quattro hooligans del PD, di +Europa e di Italia Viva, che forse accarezzavano il sogno di entrare a far parte della ristretta Lobby UcroNazi a Bruxelles.
Ora i soci di quella Società di Fatto rischiano di essere estromessi non solo dalla scena politica internazionale, ma anche da quella nazionale, in quanto riconosciuti come nemici  dichiarati degli italiani.
Si abbia il coraggio di ammettere che il nostro nemico non parla russo, parla con uno spocchioso accento francese, con il propagandistico tono del III° Reich o con un tracotante slang inglese di Vittoriana memoria.
Nemici appartenenti a una destrutturata Triplice Alleanza, pronta a scatenare guerre (RI-ARM), crisi economiche (SPREAD) e censure (DIGITAL-ACTS).
Un nemico subdolo, che si nasconde dietro un vessillo a tinte blu, simbolo della demagogia, del potere e del controllo.
C’è solo un modo per cambiare il destino dell'Europa: rifilare un calcio all'establishment che ha condotto il vecchio continente al collasso demografico, all'esaurimento culturale, alla paralisi politica, all'iper-regolamentazione e all'autolesionismo.
Prepariamoci a un terremoto politico su scala globale. 
Assisteremo a una spallata alle élite falso-progressiste, che stanno trascinando l'Europa occidentale verso la guerra, la sostituzione etnica, la catastrofe economica, il caos sociale e la disintegrazione culturale.
Rendiamoci finalmente conto che un'Europa debole, isterica e oppressiva è un pericolo per l’intera stabilità globale.
Restituiamo dignità al concetto di Nazione, di Costituzione, di Stato!
Difendiamo i nostri valori, le nostre tradizioni, i nostri confini, il nostro patrimonio culturale e civile.
Porre FINE al delirio globalista del Nuovo Ordine Internazionale (NWO)
è un dovere comune, cui nessun essere libero può sottrarsi.


Come nasce la Propaganda

 di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒  

Quattro sono le agenzie di stampa che influenzano l’informazione mondiale del 21° secolo, aspetto significativo del nostro sistema mediatico, non noto al pubblico di massa.
La maggior parte delle notizie internazionali attingono le loro fonti da 4 agenzie di stampa, con sede a New York, Londra, Parigi e Berlino.
Sedi che, guarda caso, sono nel cuore pulsante del Nuovo Ordine Occidentale…
Parliamo di un vero e proprio monopolio, che determina  la scelta dei servizi, di chi e di cosa parlare o non parlare.
Fonti condivise in lingua diversa, ma che propongono servizi uniformi, se non addirittura clonati.
Parliamo di quattro colossi mediatici, che offrono i “loro servigi” a tutte le reti della carta stampata e dei network di "Casa Nostra" .
Si tratta:
  • dell’agenzia americana Associated Press (AP), appartenente a un gruppo americano, le cui informazioni sono rivendute nel mondo intero e raggiungono più della metà della popolazione mondiale;
  • dell’agenzia France Presse (AFP), che ogni giorno invia quasi 3.000 notizie ai media dell'intero globo terrestre;
  • dell’agenzia privata britannica Reuters, con sede a Londra, acquistata dal canadese Thomson, una delle 25 persone più ricche al mondo;
  • dell’agenzia di stampa tedesca DPA, che collabora strettamente con la Associated Press!
I miei più attenti lettori avranno sicuramente notato che nessuna di queste agenzie figura  nel flusso scorrevole delle brevi notizie riportate sul blog di Daniel Sempere... non è un caso!
Sono queste 4 agenzie a determinare la quasi totalità delle informazioni nel mondo!
Esistono ovviamente agenzie minori che, non disponendo  di un'estesa rete globale,  fanno riferimento a una delle 4 sopracitate.

☝😑Controllare contenuto e diffusione di notizie è  arma potente...

La massa diventa il bersaglio🎯 e la reazione a catena che ne deriva, genera una gigantesca onda  persuasiva.
La propaganda è l’arma più potente e subdola del potere, perchè induce nelle coscienze autentiche forme di indottrinamento e dipendenza.
La rete globale dell’informazione  poggia sul contributo di queste 4 agenzie, con cui illude le masse di "aver accesso gratuito alle verità "
😏Illusione che genera un "consenso ingannevole"…
Questo ricercato escamotage  è sintomo di una  pericolosa emorragia  della democrazia.
Da questa punto di vista Internet ha sconvolto la democrazia liberale, favorendo una rete di disinformazione che ha prodotto eventi nefasti negli ultimi anni.
Con la propaganda digitale, l’informazione libera e indipendente fatica a ritagliarsi uno spazio vitale, poiché i media più tradizionali vantano risorse e sponsor di gran lunga maggiori.
Chi ha letto il mio editoriale " Il prezzo della verità ha avuto modo di ascoltare lo sfogo di chi, come me, lavora nell’ombra, alla ricerca di verità scomode, di fonti libere e indipendenti.
😬Domina la polarizzazione, il dibattito s’inasprisce...
Le agenzie al servizio del mainstream promuovono una narrativa pianificata, forniscono informazioni accessibili in tempo reale, suggeriscono “punti di vista” convenzionali, generano contenuti virali,  provocano forti reazioni emotive…
La propaganda del ventunesimo secolo è una bolla creata con algoritmi preordinati, che consente a leaders d'opinione, ambiziosi e influenti,  di rafforzare la propria leadership.

Il già fragile ecosistema digitale finisce nella nube tossica delle
fake news e di chi, ingannevolmente, finge di combatterle (Fanpage) 
Andrebbero cambiate le regole, le agenzie di stampa dovrebbero risultare indipendenti e godere dell’esclusivo sostegno morale ed economico degli utenti.
Dovremmo cambiare le norme del finanziamento ai partiti e delle campagne politiche.
Chi fa del giornalismo la propria missione, dovrebbe guadagnarsi il pane come  "guardiano e messaggero delle verità”, non come copista e redattore.
Basteranno Telegram o X (Twitter) a combattere le strategie della propaganda?
🤔 Ni...

Dovremo imparare a <fare RETE>, evitando dualismi e rivalità.
La propaganda 2.0 è algoritmica e altamente indicizzata, non la si combatte isolandoci.
Non possiamo certo contare sui ruoli istituzionali, sono occupati da soggetti fortemente coinvolti nell'ambiguo progetto del Nuovo Ordine Mondiale.
Dovremo educare i nostri figli (e i nostri studenti) a difendersi intellettualmente, a verificare le informazioni e le fonti, dovremo esortarli a non cadere nella trappola del pregiudizio cognitivo, perché tutti i metodi di comunicazione di massa sono fondamentalmente manipolativi.
"Oggi i media si muovono in branchi, come pecore in gregge;
non possono spostarsi separatamente.
Per questo, su tutto ciò che viene riportato,
leggiamo e ascoltiamo gli stessi resoconti, le stesse notizie..."          
(Ryszard Kapuscinski)

Il prezzo della Verità

 di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒  

La faccio breve…
Il blog di “Daniel Sempere” è nato ufficialmente nell’aprile 2022, quasi per caso, in coincidenza con l’inizio del conflitto russo-ucraino.
Lo consideravo un diario, un angolo privato in cui memorizzare le mie riflessioni e condividere con pochi intimi le notizie più interessanti e veritiere.
Paradossalmente, ho visto crescere il blog dal punto di vista dell’interesse e delle visualizzazioni.
Non contavo sull’affluenza di parenti e amici, anzi, 😏 evitai di coinvolgerli, per non compromettere i rapporti, dato che molti dei miei contenuti potevano risultare  "controcorrente".
L’attenzione e la frequenza dei visitatori si è via via consolidata, imponendomi l'offerta di un prodotto sempre più ricco e professionale.
Le competenze tecniche non mi mancavano, date le esperienze digitali e tecnologiche maturate in ambito docente.
Tuttavia, i titoli acquisiti in campo giornalistico (tramite corsi di formazione e training professionali), nonché i premi ricevuti in concorsi riservati al giornalismo scolastico, non garantiscono una vera e propria idoneità professionale.
I miei mentori sono professionisti che considerano l'onestà intellettuale un requisito irrinunciabile. 
Nel nostro Paese il livello di credibilità dell'informazione è in preoccupante declino.
L’Italia è scesa al 49° posto nella classifica della libertà di stampa-2025 (fonte Reporter senza frontiere), risultando ultima nella graduatoria dell'intera Europa occidentale! 
Quando nei miei post su X definisco “media zerbino” alcuni tra i più noti quotidiani e network nazionali, mi riferisco proprio a questo.
Non si ha nulla da imparare da chi scrive sotto dettatura.
😏Suppongo che poco o nulla interesserà voi di tutto ciò, ma è giusto sapere che questa “indipendenza” ha un prezzo…
E' il prezzo della libertà, la facoltà di scrivere ciò che si pensa, senza  compiacere a questo o quell’editore.
Figo”, direte voi!
Sì è figo, ma non esiste fonte di reddito per freelancer duri e puri.
L'unico provento deriva dalla passione che nutriamo per questa “professione” e dai lettori, che accordandoci fiducia, vorranno continuare a leggerci.
Solitamente, con il numero di visualizzazioni raggiunte dal blog, si aprono le porte dell’”Ads" (pubblicità), ovvero la possibilità di maturare piccoli introiti online, grazie alle sponsorizzazioni delle aziende. 
Non vi stupirà sapere, o forse sì, che molti freelance (come me), non vengono considerati idonei all’incentivazione pubblicitaria perché…
"…il tuo sito non è idoneo alla monetizzazione, perché vìola le norme sui contenuti legati a temi di politica interna ed estera (poiché di questo si tratta).
Per risolvere, devi correggere il sito, rimuovendo o nascondendo i contenuti non conformi e poi richiedere una revisione tramite il Centro norme nell'account AdSense, bla bla bla…" 
Nonostante ciò, e in risposta a questa "mancata idoneità", il numero delle visualizzazioni aumenta, talvolta in  misura rilevante, vedi l'editoriale...
Inattese e innocenti soddisfazioni!
😀Buone notizie Daniel: l’interesse per il tuo blog è in crescita…
😒Pessime notizie Daniel: il carico di lavoro sarà più gravoso 
 e dovrai cavartela  da solo!
Tranquilli, non sono queste brutte notizie a  suggerirmi il tema dell'editoriale, voglio solo indurvi a riflettere sull’allarmante tendenza che caratterizza l’informazione nel nostro Paese.
Io non mi arrenderò, continuerò a combattere la propaganda, accollandomi oneri e spese, frugando nel labirinto delle verità, viaggiando.
Ho lavorato duramente per realizzare questo sogno indipendente e sono profondamente grato a quanti mi seguono con stima e interesse. 
Ragion per cui... grazie amici, non perdiamoci di vista 😉!

 

 

La solita €urocrazia...

 di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒  

Nel prossimo anno, è assai probabile che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, le tensioni geopolitiche e il cambiamento delle dinamiche di investimento ridisegneranno la mappa globale dell’innovazione.
Non tutti i poli tecnologici reagiranno allo stesso modo: a emergere saranno quelli capaci di adattarsi più rapidamente a un contesto in continuo mutamento.
Eppure, al di là delle tecnologie e dei capitali, esiste un fattore decisivo che spesso passa in secondo piano: il contesto imprenditoriale, ovvero, l'insieme dei fattori interni ed esterni (economici, di mercato, tecnologici, normativi, sociali) che influenzano la creazione, la gestione e la crescita di un'impresa.
È qui che si gioca la partita più importante, perché è il contesto operativo a determinare quanta libertà, stabilità e fiducia hanno innovatori e imprenditori per assumersi rischi e investire nel futuro.

Quando i governi scelgono di semplificare il "fare impresa", creano un terreno fertile per gli investitori...
Regole chiare, istituzioni credibili e politiche che premiano il rischio non producono risultati immediati, ma generano un vantaggio strutturale nel tempo.
La lezione è chiara: nell’era dell’intelligenza artificiale, il vantaggio competitivo non dipende solo dall’accesso alla tecnologia o ai capitali, ma da una regolamentazione intelligente, da istituzioni solide e da una politica lungimirante, in grado di attrarre talenti, imprese e investimenti.
Nell'era dell'Intelligenza Artificiale, la tecnologia in sé sta diventando un bene accessibile a molti, mentre l'ambiente in cui questa tecnologia opera diventa il vero differenziatore competitivo.
Spostare il focus dai "chip" alle "istituzioni" è  visione profonda.
Il Mercato, infatti, reagisce in base a fattori ben precisi…
  • Regolamentazione: nel settore AI le imprese non investono miliardi se temono che una legge futura renda illegale il loro modello di business. Un quadro normativo chiaro e rassicurante può attrarre capitali perché riduce il rischio legale;
  • standard etici: la fiducia del consumatore è fondamentale, una regolamentazione che garantisca privacy e sicurezza rende i prodotti più appetibili sul mercato globale;  
  • infrastrutture: non basta comprare GPU (potenza di calcolo); servono persone capaci di programmarle e, soprattutto, di integrarle nei processi produttivi.
Serve, come scrivevo poc’anzi, una politica lungimirante e attrattiva.
Perché la politica ha un ruolo fondamentale nello sviluppo economico e imprenditoriale…
Il vantaggio competitivo oggi si gioca sulla capacità di stringere accordi per l'accesso a dati e materie prime (vedi la carenza di semiconduttori nelle aziende Europee.
Per attrarre i migliori talenti mondiali, non servono solo alti stipendi, servono una burocrazia snella e dei servizi efficienti.
Talento e capitale vanno dove si vive meglio.
Non sono un esperto in materia, ma è assai probabile ipotizzare che il successo di una nazione o di un'area economica dipenda dai 3 fattori sopra citati: regolamentazione, standard etici e infrastrutture.
Per l'Italia sarà una sfida difficile, stretta com’è tra le maglie della burocrazia €uropea e nazionale.
Le nostre istituzioni non mancano di, manca spesso la volontà (o capacità🤔) politica nell’ attrarre i grandi capitali e trattenere i talenti che formiamo nelle nostre università.
La tecnologia si può copiare o comprare, come hanno fatto per decenni i cinesi…
Al contrario, una cultura istituzionale che favorisca l'innovazione in termini di investimenti e progettualità richiede decenni per essere raggiunta.
Temo, ma non sono il solo, che l'Unione Europea stia rischiando di diventare solo un "regolatore" del mercato, lasciando che la guida tecnologica rimanga saldamente nelle mani di USA e Cina.
Il rischio che l'Europa diventi  "arbitro di una partita giocata da altri" è reale e immediato.
Mentre gli USA guidano con i capitali e la velocità d'impresa, e la Cina con la centralizzazione dei dati e la pianificazione statale, l'Europa ha scelto la via della semplice regolamentazione giuridica, un approccio totalmente sbagliato.
La solita €urocrazia che funge da regolatore e non da motore produttivo.
Come accadde in un recente passato, con la recessione del 2008: da fenomeno d'élite, divenne fuga di massa dei migliori talenti.
All’epoca esodavano i ricercatori, oggi partono infermieri specializzati, ingegneri, designer, ecc…
⚠️In questo desolante scenario, l'Europa diventa un mercato di "consumatori protetti da leggi e norme" anziché di "produttori innovativi e attraenti".
😏Serve altro per capire come uscire dalla trappola?

Smart Working ?

 di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒  

Mi avventuro nel rivoluzionario mondo dello Smart Working, sospinto dalla scelta professionale di mio figlio, opzione quasi obbligata, causa distanza dalla sede brianzola e una difficile omologazione degli orari di lavoro con aziende oltre Oceano.
Un cambiamento coraggioso il suo, che implica una gestione ordinata del "tempo libero" e una sfida quasi quotidiana con il traffico, gli incidenti, le nebbie e il maltempo.
Una scelta audace, da affrontarsi in giovane età, per migliorare il proprio status e regalare alla propria famiglia migliori fattori di reddito, opportunità, occupazione e istruzione.
L'immagine in foto non tradisca...
E' rappresentazione fuorviante di una realtà complessa ed estremamente impegnativa. 
Nulla a che vedere con gli spot di agenti e manager rilassati che lavorano da casa con un caffè in mano, i piedi appoggiati su un tavolino, mentre i bambini giocano nel soggiorno.
E' ben altro!
La formula del lavoro flessibile, peraltro, è sufficientemente collaudata.
Già negli anni ''80, negli Stati Uniti, freelance e professionisti all’avanguardia reinventarono simili modelli operativi.
In Italia abbiamo dovuto aspettare la Legge n.81/2017 per giungere a corrette interpretazioni di natura giuridica.
È stato come aspettare l’alta velocità su binari standard, in attesa delle infrastrutture.
Ma volendo andare più a fondo... esistono dei vantaggi concreti derivanti dallo Smart Working ?
Se sì, quali sono?

🤔Beh, costruire la propria vita 
intorno a ciò che rende la giornata più sostenibile 
è una ghiotta opportunità, 
soprattutto per genitori e persone 
con particolari esigenze  personali.

Non stiamo parlando di un compromesso part-time, che fa sembrare il lavoro una sorta di intervento in day-hospital, ma di una condizione che può alimentare creatività e una discreta resilienza.
È risposta ragionevole al paradigma tradizionale, che considera il lavoro come il fulcro del nostro universo e tutto il resto... accessorio.
Purtroppo questa formula ha il suo lato oscuro:

 🤔Come possiamo fare squadra mantenendo un distanziamento sociale?

Lo Smart Working esige una corretta comunicazione interna e la necessità di sentirsi parte di qualcosa, altrimenti ci ritroviamo anelli non concatenati della produttività.
E non è l’unico aspetto negativo purtroppo...
Esiste una questione, non secondaria, legata alla gestione del tempo.
Molti di noi potrebbero ritrovarsi a lavorare fino a tarda ora, supervisionando la cottura della pasta e assicurandosi che Mojito (il cane di famiglia), non distrugga casa una volta libero.

Secondo un sondaggio tedesco, gli smart workers europei si sentono sempre più soli.
Il parziale isolamento, seppur interrotto da rocambolesche evasioni per giocare a padlet tra una call e l’altra, portano con sé il rischio di un forte logorìo fisico e mentale.
Statisticamente, l’Italia è in cima a questa lista: i nostri "lavoratori flessibili" ricorrono a farmaci non prescritti, vitamine e integratori, per "rimanere a galla".
Un mix multitasking che non si addice a tutti...

Ogni individuo è un mondo a sé: c’è chi prospera nel caos di casa e chi, invece, ha bisogno dell’ufficio e della macchina del caffè per carburare
...
Qualunque sia la vostra formula organizzativa, ricordatevi di staccare dal "Mood Working".
Uscite, fate sport, non rinunciate alle vostre passioni...

Siamo esseri umani, meritiamo di vivere la vita come un abito tagliato su misura!



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