di Daniel Sempere
Ricordo una moltitudine di appelli lanciati da organizzazioni pacifiste, leader religiosi (Papi, vescovi), istituzioni, personalitΓ civili (giornalisti, attivisti) e capi di Stato in favore del disarmo e della non proliferazione delle armi. Una serie infinita di inviti e moniti a promuovere una migliore consapevolezza e comprensione delle questioni relative al disarmo tra i popoli.
Sin dalla fondazione delle Nazioni Unite, due dei punti di maggior interesse dell’Organizzazione sono stati la limitazione degli armamenti e il disarmo multilaterale, elementi essenziali per garantire la pace e la sicurezza internazionale. Tuttavia le armi di distruzione di massa, e in particolare quelle nucleari, continuano a costituire il massimo deterrente in sede di conflitto internazionale tra le grandi potenze. Una minaccia costante per l’umanitΓ . Peraltro, nuove tecnologie e ricerche sempre piΓΉ sofisticate in campo tecnologico e militare hanno prodotto armi sempre piΓΉ devastanti, che rappresentano una pericolosa sfida alla sicurezza globale.
π΅ Parole, parole, parole... come in una nota canzone...
Purtroppo il controllo degli armamenti non rientra più nei piani diplomatici delle superpotenze: Stati Uniti, Russia, Cina. La macchina bellica ha proliferato, sotto un velo di silenzio e omertà , nei loro arsenali, in considerazione di un potenziale deterrente per ottenere un vantaggio strategico unilaterale. Accade così che i trattati sul controllo degli armamenti diventino scomodi impegni da disattendere, in vista di chissà quale prossimo scontro finale.
Il falso moralismo di molte organizzazioni e leader entra in ipocrita contraddizione con la politica del RE-Arm Europe, il folle e ambizioso piano strategico della Commissione Europea, lanciato nel 2025 e volto a:
π± Un impegno finanziario destinato a mobilitare risorse fino a 800 miliardi di euro!
In un mondo senza un controllo condiviso degli armamenti, ci troveremo di fronte a una rinnovata corsa al riarmo, in cui nessuno si sentirΓ davvero al sicuro e tutti saranno minacciati. Stiamo scivolando in un'epoca in cui vivere sull'orlo di un annientamento nucleare costituirΓ la norma. In un articolo comparso su Linkiesta nell’agosto 2024 leggevo: "L’Italia si Γ¨ risvegliata dal sogno pacifista".
In effetti, i nostri sogni pacifisti si sono persi nell’etere del buon senso, dove non c’Γ¨ spazio per chi intende far valere la legge del piΓΉ forte. Chi credeva che si potesse porre fine al riarmo puntando sul dialogo ritrovato nel post “Guerra Fredda”, dovrΓ ricredersi. Chi ancora si ostina nel chiedere un dialogo tra le parti viene escluso dai tavoli della politica.
π‘ Qualcosa Γ¨ andato storto in quest’ultimo decennio.
Per informazioni chiedere a Obama, Biden, Victoria Nuland, Stoltenberg, Rutte, Von der Leyen. Lungi da me voler dividere questo mondo in buoni e cattivi, ma Γ¨ evidente che abbiamo assistito a provocazioni fondate su una falsa democrazia e su un’ipocrita esportazione dei valori occidentali. Temo non vi sia Presidente o leader autorevole in grado di fermare questa pericolosa escalation. Il diritto internazionale pare oggi un anacronistico e romantico sogno pacifista.
Putin aveva creduto e aderito alla proposta di disarmo e riappacificazione promossa ad Anchorage, in Alaska. Un incontro storico che pareva aver prodotto un’intesa comune sulla necessitΓ di migliorare le relazioni tra Stati Uniti e Russia. Non Γ¨ chiaro cosa abbia invertito la rotta, ma l’influenza negativa dei governi europei, in particolare Francia, Regno Unito e Germania, appare palese.
π C'Γ¨ ancora spazio per la speranza?
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