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Maduro: non è una live

di Daniel Sempere

Chi mi legge con frequenza avrà notato che durante la pausa natalizia ho evitato di trattare temi di politica interna ed estera, nonostante i clamorosi accadimenti di natura geopolitica (mi riferisco in particolare alla vicenda Maduro). È scelta dovuta. Mi sono concesso una pausa famigliare, durante la quale è impossibile, per chi non scrive sotto dettatura o copiatura, analizzare con oggettivo rigore quanto accade.

Torno ora ad approfondire fatti di cronaca internazionale partendo dalla cattura di Maduro, consumata con la velocità di una sequenza filmica, ma inserita in un contesto narrativo assai più complesso e premeditato. Un thriller che sembra offrire l’illusione di un'unica e rapida ripresa live, ma dalla trama studiata meticolosamente negli "studi cinematografici di Washington"…

Il rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro (e di sua moglie Cilia Flores) si è compiuto in tempi brevissimi, ma il progetto ⏳giaceva da mesi, forse da anni, sulla scrivania della Stanza Ovale.
🕵️ Bisognava attendere il momento più propizio, approfittando del caos internazionale che coinvolge Russia, Ucraina, Cina, Taiwan, Iran e Siria.
Questo era sicuramente il momento più opportuno per realizzarlo. Ma il “golpe” non è stato incruento, come molti addetti 📢alla disinformazione vorrebbero far credere... Sebbene non si conoscano i dettagli dell’operazione, apprendo da fonti indipendenti e affidabili, che gli attacchi contro presunte imbarcazioni di contrabbando in mare hanno causato l’uccisione di centinaia di persone.

Maduro consumerà dunque i suoi prossimi pasti nelle carceri degli Stati Uniti, questa è l’unica notizia buona per il popolo venezuelano. Per quanti invece volessero conoscere le motivazioni legali e strategiche dell'arresto di Maduro, dovranno accontentarsi delle ambigue dichiarazioni di Trump. Il Tycoon fa sapere che l'operazione è risposta legittima alla "violazione dei princìpi fondamentali della politica estera americana".

Al dittatore venezuelano vengono mosse le seguenti accuse:
  1. L’aver sfidato l’egemonia a stelle e strisce, ospitando avversari stranieri quali Cuba, Russia e Iran;
  2. L’aver inondato gli Stati Uniti di droga;
  3. L’aver osato schierarsi apertamente a favore delle vittime palestinesi.
🗣️ "We should run the country properly... We should run the country where we can take advantage of the economics of what they have – which is valuable oil and valuable other things."
Dichiarazioni che hanno suscitato aspre critiche dai Paesi membri del BRICS. La Cina ha condannato l'operazione definendola "egemonica", il Brasile di Lula l'ha considerata "oltre ogni limite" e la Russia ha espresso "ferma solidarietà" a Caracas.

É fin troppo evidente che l'avidità è la causa principale di questa guerra lampo contro una vittima militarmente indifesa.  Ma non è tutto: Washington intende avvertire chiunque si frapponga agli interessi statunitensi in Sud America. Attenzione però, perché questo metodo potrebbe creare un precedente pericoloso per Taiwan.
Quello che balza all’occhio è l'assoluta ipocrisia della politica occidentale. 😏 Il comico Zelensky ne tragga insegnamento: finché servi al tuo padrone ti sentirai al sicuro, ma nel momento in cui diventerai un problema…

Ops, me ne stavo quasi dimenticando!
Dettaglio ipocrisia politica
Buon anno anche a lei "Caro Presidente"...


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