di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒
Il titolo dell'editoriale odierno non poteva che prender spunto dall'opera di Luigi Pirandello:
☝"L''impossibilità di conoscere la verità oggettiva... "
Sappiamo che i colloqui tra i rappresentanti di Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky
sono guidati dalla consapevolezza che il futuro di entrambi i leader dipende
dalla fine del conflitto.
Entrambi si trovano in evidenti difficoltà economiche
e militari; le risorse non sono infinite.
Il leader russo è sotto pressione dall’interno (poiché la guerra non
piace a nessuno, men che meno a chi la combatte), nonché dall’esterno, a causa
delle pervicaci resistenze degli autoreferenziali "Volenterosi " .
Putin pare aver capito che una PACE vera convenga a tutti e necessita di nuovi
fondi per consolidare i guadagni territoriali ottenuti finora.
Nonostante le pressioni, Putin rimane leader indiscusso per i
connazionali, la sua fermezza e la sua indiscussa eloquenza storica, e diplomatica, lo rendono al momento insostituibile.
Un ruolo chiave nella soluzione del conflitto russo-ucraino l'assumerà
sicuramente l'Amministrazione USA, al di là delle inevitabili divergenze che
incontra, e dovrà affrontare, con i governi di Mosca e Bruxelles.
I progressi diplomatici fin qui ottenuti non sono del tutto attribuibili a
Donald Trump, quanto al personale diplomatico del Dipartimento di Stato, in
particolare al Segretario dell'Esercito Driscoll, figura poco conosciuta ai
più, ma di grande spessore e competenza.
Da quello che risulta, tramite gli organi di stampa statunitense,
i negoziati sembrano essere strettamente legati a ingenti interessi
finanziari e alla gestione degli asset congelati...
Per quanto riguarda la spinosa gestione degli Asset Russi, pare che gli accordi da definire riguardino lo sblocco di oltre 250 miliardi di
dollari in asset russi detenuti in Occidente.
L’aspetto meno noto e più “rilevante” di questa delicata operazione,
riguarda i profitti che gli Stati Uniti andrebbero a garantirsi dalle aziende
internazionali, che verranno coinvolte nella ricostruzione.
Si ipotizza una
percentuale sui guadagni del 50% !
E’ bene chiarire, che nessun fondo destinato alla ricostruzione verrà erogato in favore della Russia.
Con tutta probabilità, le implicazioni economiche legate alla spartizione
dei profitti per la ricostruzione dell'Ucraina, assumeranno il profilo di una gestione privatizzata, fortemente orientata al guadagno di soggetti
specifici (del resto così funziona nel mondo del business politico).
Si suppone che verranno create delle Fondazioni, che andranno
a controllare la gestione dei fondi e la scelta degli appaltatori, sotto stretto controllo di supervisori statunitensi.
Gli asset russi verranno
sbloccati.
Si parla di oltre 250 miliardi di dollari congelati in Occidente dal
2022, che diventerebbero parte integrante del flusso finanziario gestito dal
Governo degli Stati Uniti e non dall'Unione €uropea, come millantato dalla Von der Leyen, e da alcuni euro-tromboni in cerca di visibilità...
Una ricostruzione dell’Ucraina che farà ricco il Governo Americano, perché "parrebbe certo" (il condizionale è d'obbligo), che l'Ente statunitense, preposto alla supervisione degli appalti, si garantirà un 50% sui profitti.
Lo so cosa state pensando…
"🤔 E tutte la cazzate fin qui sparate dai leader di mezza €uropa ?
Cazzate!
Sono sempre gli interessi personali e politici dei più forti (US) a determinare gli eventi e le fortune!
Con buona pace degli ipocriti sostenitori dell’Unione €uropea e dei
venditori di fumo, che spacciano autentiche falsità (ossimoro per eccellenza...) in ragione del proprio ed esclusivo tornaconto politico.
😏 Un mondo di ipocriti apPUNTO!


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