di Daniel Sempere
L'occupazione abusiva di immobili, ovvero la detenzione di un
immobile senza titolo e contro la volontà del proprietario, è un reato. Il proprietario può agire
sia in sede civile che penale per difendersi…
Iniziamo questo editoriale partendo dalle
norme di legge che regolano questa ignobile pratica: di recente il Consiglio
dei Ministri ha approvato il nuovo decreto Sicurezza (l'articolo 633-ter), che
punisce con la reclusione da due a cinque anni chiunque occupi, senza legittimo
motivo, un edificio destinato a privato domicilio o a privata dimora.
Tutto risolto dunque?
Niente affatto!
Il decreto infatti “parrebbe” porre fine a ritardi
o lungaggini giudiziarie che consentivano agli occupanti abusivi di prendere in
giro i legittimi proprietari.
Parrebbe…
Perché se è vero che il decreto sicurezza autorizza
le forze dell’ordine a intervenire, con maggior tempestività, senza attendere
l’autorizzazione del magistrato, l’immobile oggetto di occupazione deve
risultare l’unica abitazione del proprietario.
Condizione assurda, perché se il
proprietario è costretto ad affittare l’immobile a terzi, per evitare questa
clausola, rischia di ritrovarsi nella situazione precedente al decreto, il che,
manco a dirlo, si traduce in un iter legale infinito che rischia di trasformarsi
in un calvario burocratico.
A rendere ancora più complicata la
situazione intervengono alcune forze di partito appartenenti all’opposizione di
sinistra che, di fatto, sostengono l’occupazione illegale, ponendosi dalla
parte di chi infrange la legge.
“Il decreto
Sicurezza rischia di colpire i più deboli, criminalizzando la povertà…”
tuona l’€urodeputata di AvS Ilaria
Salis, nota per il suo non invidiabile curriculum di pestaggi e occupazioni
abusive.
Siamo di fronte all’ennesima speculazione
ideologica, dove le più essenziali norme del diritto vengono messe in
discussione a favore dell’illegalità e della criminalità.
Sì perché alcune inchieste sul tema hanno
messo a nudo le modalità con cui la delinquenza organizzata gestisce l’assegnazione
e la “vendita” di questi immobili.
È il
territorio dello scontro tra Stato e criminalità, terreno in cui rom e stranieri
irregolari, sostenuti e appoggiati da organizzazioni di estrema sinistra, hanno
spesso la meglio, sfruttando l’incomprensibile complicità di alcuni giudici e
di certa politica gesuita.
Il nostro Paese è allergico alle regole,
ahimè, e la sinistra si è fatta paladina dell’illegalità, purché apporti voti e
consensi, come nel caso del referendum del 7/8 giugno prossimo…
Referendum promossi da chi ha tradito la
classe lavoratrice proprio mentre governava.
Referendum promossi da una “sinistra”, che
ha avuto il coraggio di approvare precarizzazione e privatizzazione!
Una sinistra che intende ridurre da 10 a 5
anni il periodo di residenza per gli stranieri per ottenere la cittadinanza
italiana, pur sapendo che la proposta comporterebbe un aumento esponenziale dell’immigrazione, di per sé già insostenibile!
Tradimenti dettati da un interesse puramente
elettorale: perché l’illegalità apporta quei voti che chi vive nella legalità
non è più disposta a garantire.
Concludo con una provocazione...
Se davvero credete, miei cari “paladini dell’illegalità”, che occupare case sfitte
o proprietà non vissute sia un diritto, abbiate il coraggio di pubblicare gli
indirizzi delle vostre residenze; se preferite, possiamo provvedere noi,
cominciando dal lungo elenco di parlamentari, sindaci e radical-chic che
ogni giorno ci frantumano gli ammennicoli con l’ipocrita teoria del diritto
all’illegalità!

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