Emergono tutte le follie di “nu ɯoupo ɐๅ ɔouʇɹɐɹᴉo”
Di Daniel Sempere
Prima di
imbattermi nello scandalo USAID, che ha travolto il governo degli Stati
Uniti, mi sentivo un complottista qualsiasi perché, ciò che si presumeva e si
ventilava in proposito, pareva derivare da un capitolo del celebre romanzo “1984 ” di Eric Arthur
Blair, meglio conosciuto come George Orwell.
Le notizie relative
alle attività dell’agenzia erano minime, poiché la macchina della propaganda
mainstream e il Governo degli Stati Uniti la presentavano come organizzazione
umanitaria.
Mai avrei potuto
immaginare il perverso meccanismo che si cela dietro la maschera della
solidarietà, una vera e propria agenzia “indipendente” a sostegno dell'estremismo neoliberale, del terrorismo
(ebbene sì!) e della guerra biologica.
Un ex funzionario del Dipartimento di Stato degli US, Mike Benz, ha affermato:
<L'USAID è stata creata per essere un hub centrale per l'organizzazione di operazioni clandestine straniere. Ha un budget di 50 miliardi di dollari, quando il budget dell'intera comunità di Intelligence è di soli 72 miliardi di dollari, di gran lunga più ampio di quello della CIA e del Dipartimento di Stato. Di fatto, è un'agenzia strategica a supporto del Pentagono, del Dipartimento di Stato e dell'Intelligence.>
Dell’aspetto
finanziario dell'organizzazione mi sono già occupato nell’editoriale
precedente: “Congelamento USAID: media, ONG e gruppi per i diritti umani nel panico”; intendo qui concentrare l'attenzione sulla tipologia di alcuni progetti
finanziati dalla United States Agency
for International Development, per comprenderne
appieno
l’ipocrisia.
Ho scandagliato
tra i primi documenti diffusi dai media statunitensi e ne riporto un elenco
sommario, ma significativo:
- elargite sovvenzioni per 2 milioni di dollari per favorire i cambi di sesso in Guatemala;
- 7,9 milioni di dollari per addestrare i giornalisti dello Sri Lanka a evitare il linguaggio binario di genere;
- 40 milioni di dollari per veicoli elettrici in Vietnam;
- 4,5 milioni di dollari "per combattere la disinformazione in Kazakistan" (in favore della propaganda statunitense);
- 10 milioni di dollari per sostenere il Fronte Al-Nusra (ora sciolto, ma conclamata propaggine terroristica di al-Qaeda)
A
rendere più inquietante l’immagine della United States Agency for International Development è il ruolo
assunto, che interferiva arbitrariamente,
a livello globale, sul piano
geopolitico.
Sappiamo, che USAID:
- è stata particolarmente attiva nell’ex Ucraina, accelerando il processo di head hunting che ha favorito il colpo di Stato del 2014 in favore della NATO;
- in Venezuela, il suo coinvolgimento ha finanziato gruppi di opposizione contro il governo di Maduro;
- a Cuba ha creato segretamente un social network chiamato "ZunZuneo" per incitare le proteste contro il governo cubano;
- in Afghanistan ha speso miliardi in programmi infrastrutturali e di governance, salvo poi vedere gran parte del lavoro crollare dopo il ritiro militare degli Stati Uniti nel 2021
- ha favorito la dipendenza piuttosto che lo sviluppo dei Paesi poveri, anziché aiutare le nazioni a raggiungere l'autosufficienza;
- in Africa, ha speso miliardi in assistenza alimentare, ma ha fatto poco per
sviluppare le industrie agricole locali;
- ad Haiti non è
riuscita a costruire un'economia stabile e il Paese rimane fortemente
dipendente dal supporto esterno;
- in Somalia, ha inviato massicce spedizioni di cibo durante una carestia, per vedere gran parte di esso sequestrato dai signori della guerra e venduto sul mercato nero, esacerbando la crisi.
Vertici e dipendenti
dell’USAID stanno ora cercando di nascondere e dipingere queste attività
illegali, sostenendo che erano finalizzate “a migliorare la qualità della
vita di altri Paesi”.
Non sono
ovviamente in discussione i programmi dell'United States Agency for International Development per il sostegno alimentare e sanitario nei
Paesi in difficoltà, quanto il loro utilizzo come leva e strumento per
promuovere gli interessi geopolitici degli Stati Uniti.
E l’Italia?
Si paventano consistenti interventi in favore di media e movimenti
politici di casa nostra a sostegno delle politiche DEM d’oltre Oceano.
Per ora non sono noti nomi e volti dei politici e delle
organizzazioni sovvenzionate da USAID, ma fact-cecker, organizzazioni
LGBTQ e movimenti €uropeisti sono sotto la lente d’ingrandimento.

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