di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒
Non sono un accademico nel
campo, ma è facile intuire come la politica interferisca sui progetti
economici.
Il precario stato di salute
in cui versa gran parte dell’economia occidentale può essere attribuito
all'ascesa del sistema neoliberista globale, in ogni aspetto della vita
economica e politica.
Lo definiscono movimento
ideologico -filosofico o "collettivo di pensiero"!
Personalmente diffido di
tutto ciò che viene presentato come ideologia o filosofia di pensiero.
Provo la stessa sensazione quando
entro in una concessionaria d’auto, di fronte alle rassicurazioni del
venditore!
Non a torto...
Questo “neoliberismo globale”,
cela un modello economico di stampo comunista e collettivista, incentrato sullo
stato, ma non nell'accezione migliore del termine.
Avete presente lo slogan che
caratterizza l’Agenda 2030?
Circolava un video, a
margine del Forum Economico Mondiale, in cui un giovane sorrideva raggiante al messaggio:
“Nel 2030 non avrai nulla e sarai felice”
Sembra uno spot comunista.
Karl Marx ipotizzava infatti un mondo
perfetto, in cui la proprietà privata veniva abolita, per essere sostituita da
enormi e opulenti magazzini, pieni di scorte, in cui tutti avrebbero potuto
servirsi.
Bello no?
Bello un ciufolo (avevo scritto un
cazzo, ma...politically correct).
Scopriamo così il nesso, che questo sistema
neoliberista globale, realizza ideologicamente con l’Agenda 2030: un
piano socio-politico per lo Sviluppo Sostenibile per le persone,
il pianeta e la prosperità.
Purtroppo questo piano fu sottoscritto
nel 2015 dai governi di 193 Paesi membri dell’ONU.
Aderendo a questo programma tutti i
Paesi firmatari avrebbero dovuto condividere e perseguire gli obiettivi e i
traguardi entro un arco temporale di 15 anni.
Ecco perché le élites, facenti parte della ristretta
cerchia del WEF (World Economic Forum) e del NWO (New World Order), hanno concentrato ogni genere di risorsa nel progetto.
L’obbligo ahimè condiviso, di
raggiungere gli obiettivi posti in Agenda, equivaleva ad avvalorare un “Great
Reset”, un vero e proprio golpe bianco in favore delle multinazionali e degli uomini più potenti del pianeta.
Ecco perché furono investiti milioni
di dollari, ed euro, per inserire gli obiettivi dell’Agenda 2030 nei curricoli scolastici dei nostri figli, spacciandoli come “manifesto
programmatico, finalizzato a sradicare la povertà, proteggere il pianeta e
garantire la prosperità e la pace”, bla bla bla...
Fu una gigantesca manipolazione
coordinata: politica, ambientale, sociale, economica, e sanitaria, destinata a implementare
l’impero del neo capitalismo su scala planetaria.
Senza spargimento di
sangue, sfruttando l’ingenua, quanto sprovveduta complicità del mondo politico, della cultura e dello spettacolo,
che probabilmente avranno considerato i benefici personali derivanti da questa “collaborazione”.
Non c’è da stupirsi se in
decenni di proselitismo e propaganda, questa Agenda sia riuscita a condizionare
la vita e il modo di pensare di milioni di individui, al punto di farli sentire
colpevoli del proprio stato sociale, del proprio colore, dell’essere etero, di
avere una fede, di credere in valori universali.
(estratto del mio editoriale “La sindrome del calzino arcobaleno del 12 gennaio 2025).
Si stava materializzando un regime
totalitario, un controllo sociale senza precedenti, in cui i crediti sociali avrebbero
determinato i limiti e i vincoli delle nostre libertà.
Questo è il futuro che le sinistre “progressiste “avevano progettato per noi.
Un futuro alienante, un modello capitalista nella sua
variante comunista dove solo i politici godono dei privilegi negati al popolo:
- Niente più automobili inquinanti, sostituite da reti di trasporti pubblici, ma di proprietà privata…);
- niente più case private, ma alloggi ecologici
prodotti in serie;
- niente più contante, ma carte di credito
(convertite in carte di debito), collegate al credito sociale;
- via libera alla manipolazione dell'identità di genere e stravolgimento del concetto di famiglia;
- basta con l’alimentazione tradizionale che
provoca il cancro, ma sano cibo spazzatura, carni sintetiche e proteine di
insetti...
Un elenco di follie infinito.
Chiudo questa pagina dedicata all'incubo neoliberista, con una massima di Klaus Schwab, uno dei registi del Grande Reset:
Chiudo questa pagina dedicata all'incubo neoliberista, con una massima di Klaus Schwab, uno dei registi del Grande Reset:
<L’aspetto positivo della pandemia è che ci ha insegnato che possiamo introdurre cambiamenti radicali nel nostro stile di vita con grande rapidità. I cittadini hanno dimostrato ampiamente che sono disposti a fare sacrifici per il bene delle cure sanitarie. É evidente che esiste una volontà di costruire una società migliore e dobbiamo approfittarne per garantire il Grande Reset>
Non serve aggiungere altro.
Per questo, nonostante i probabili inciampi dell’amministrazione Trump, dobbiamo considerarci fortunati.
Quando la sua amministrazione
prenderà iniziative per noi non condivisibili, ricordiamoci cosa abbiamo
rischiato, è grazie a lui se il mondo sta cambiando, se il fanatismo ideologico
del sistema neoliberista e globalista... "per ora", è stato sconfitto.


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