di 𝐷𝑎𝑛𝑖𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑒𝑟𝑒
<Lo sapevo! >
Chissà quanti di voi hanno esclamato questa frase dopo l’ennesimo attacco del potere giudiziario a un esecutivo di destra.
Magra consolazione!
Il grande pensatore e giurista
Charles de Montesquieu, nell’opera
"Lo spirito delle leggi", scriveva:
<Se le autorità legislative ed esecutive
sono un'unica istituzione, non ci sarà libertà. Non ci sarà libertà in ogni
caso se l'organismo giudiziario non è separato dalle autorità legislative ed
esecutive >.
Spesso chi lo cita ricorda solo la prima parte dell’opera,
trascurando quella, che a mio avviso, meglio rappresenta la realtà politica.
Approfondendo il suo pensiero, Montesquieu scrive altro:
<Il potere corrompe, è necessario evitare di confondere la libertà con
l’arbitrio. La libertà politica non consiste nel fare ciò che si vuole, né come
potere esecutivo, né come potere giudiziario...>.
Probabilmente il
noto giurista e politico francese aveva previsto che il potere, nell’accezione
più odiosa del termine, avrebbe scatenato un conflitto tra magistratura ed
esecutivo, nonostante i vincoli di imparzialità e autonomia sanciti dalla Costituzione.
Nel 2009-2010, l’Unione
Europea e il Consiglio d'Europa imposero che i candidati alla
magistratura, presso le corti di Lussemburgo o Strasburgo, venissero “individuati
ed esaminati” da commissioni di “esperti dell’Unione”.
Col senno di poi è legittimo chiedersi:
<Perché i governi degli stati membri europei
avrebbero dovuto approvare una simile imposizione, che di fatto invadeva la
propria autonomia giuridica e discrezionale? >
Ebbene, col senno
di poi possiamo affermare che non fu operazione a salvaguardia dell’uniformità
legislativa dei Paesi membri, ma qualcosa di più, qualcosa di terribilmente strategico
e perverso.
Grazie a quella “riforma” €urocentrista, un'ampia
gamma di attori nazionali e sovranazionali sfruttarono opportunità
professionali, istituzionali e strategiche (di stampo socialDEMocratico, ma sarebbe più
corretto definirle strutture plutocratiche), in quanto rappresentative di
noti e influenti gruppi finanziari che, di lì a poco, avrebbero imposto un’Agenda
(2030), in grado di influenzare in maniera determinante l’indirizzo politico
dei governi dei Paesi membri.
Esagero?
Non credo proprio, basti pensare a cosa
succede agli esecutivi della Slovacchia, dell’Ungheria, dell’Austria, del Belgio,
della Bulgaria, della Croazia, della Moldavia...
Ecco perché la nostra magistratura, PdR in capo, si
oppone alle politiche riformiste dei governi di destra ed €uroscettici.
Bruxelles aveva
pianificato tutto, creando una sovrastruttura giuridica, in grado di influire
sulle politiche interne ed estere dei Paesi membri, nonché, di promuovere l'autorità
delle corti europee sulle omologhe istituzioni nazionali.
In questo modo, qualsiasi governo di destra o €uroscettico, finirebbe coinvolto in una lotta di potere con i magistrati.
È
toccato a Berlusconi, a Salvini e ora, come prevedibile, alla PdC Meloni.
Non
importa come o perché, qualsiasi governo interferisca con gli obiettivi dell’Unione
Europea e del Consiglio d’Europa 2009-2010, finirà sotto la lente
della Magistratura Italiana; verranno avviate indagini controverse che coinvolgeranno
figure di spicco della coalizione al potere.
Maurizio Gasparri, politico di Forza
Italia, arrivò ad accusare la magistratura di “attentare la Costituzione”.
La retorica e ipocrita risposta dei
magistrati, tramite Salvatore Casciaro, segretario del sindacato dei magistrati
(ANM), non tardò ad arrivare:
<Sono accuse "false”, che minano la fiducia nella magistratura. Accusarci solo perché un giudice sta facendo il suo lavoro coscienziosamente e si sta occupando di un caso che riguarda un politico... significa delegittimare la magistratura>.
Gambe in spalle fratelli, dobbiamo decidere:
Vogliamo rimanere sudditi di questa Unione Europea, socialDEMocratica ed €urocentrica...o tagliamo il cordone ombelicale?
È assolutamente
inutile tentare di “cambiare le regole giuridiche nazionali”, limitando l'uso
delle intercettazioni telefoniche, abolendo il reato di abuso d'ufficio, o separando
i percorsi di carriera di giudici e pubblici ministeri.
Sbatteremmo
contro il muro eretto dalla giurisdizione europea, in favore della propria sopravvivenza.
La sinistra ovviamente ringrazia, perché questo dualismo le permette di porre
fine a governi di destra, democraticamente eletti, sostituendoli con governi d’emergenza
o tecnici, graditi all’Unione.
È lotta di potere... il nostro Deep-State veste l’ermellino: il potere
esecutivo e giuridico nazionale contro il potere esecutivo e giuridico €uropeo.

