di Daniel Sempere
<È un peccato che non ci siano grandi creature che predano l'umanità. Se ci fossero più draghi e rocchi, forse l'umanità volgerebbe la sua notte contro di loro. Sfortunatamente, l'uomo è preda di microbi, che sono troppo piccoli per essere apprezzati.>
Non sono impazzito...
🌬️⚔️📖 Sono i venti di guerra, sempre più forti e persistenti, a suggerirmi questa riflessione tratta da "Il Libro di Merlino".
In questi giorni, un brano in particolare è diventato la colonna sonora del mio stato d'animo: Of Once and Future Kings dei Pavlov's Dog.
Come accadde con "Mini me", la musica torna a offrirmi una chiave di lettura per interpretare il presente.
La canzone richiama la leggenda di Re Artù e degli uomini trascinati in battaglia al sèguito di ideali, promesse e destini proclamati come inevitabili. Ma dietro l'epica affiora qualcosa di più amaro: il contrasto eterno tra l'immagine romantica della guerra e la sua realtà.
Una realtà che oggi, come ieri, viene raccontata dalle "donne di corte", da chi celebra gesta, eroismi e sacrifici. 👑🏛️🎭 La corte, del resto, è il luogo delle parole solenni, delle ambizioni e delle visioni grandiose. È il palcoscenico dei sovrani, dei nobili e dei loro funzionari.
La guerra vera si compie altrove.
Si vive nel fango delle trincee, tra le macerie delle città, nelle corsie degli ospedali e nel silenzio delle case sventrate. Si consuma nelle lacrime delle madri, dei figli che attendono chi non tornerà, dei fratelli e delle sorelle che imparano a convivere con l'assenza degli affetti più cari.
La verità della guerra è infinitamente meno nobile di quanto la retorica voglia far credere.
⚫⚖️⛓️ È dura come il tungsteno e pesa come una condanna.
"Poi arriva il messaggero…"
Annuncia la sconfitta. Restano pochi soldati. Restano famiglie mutilate dal dolore. Restano villaggi spopolati, città devastate, generazioni segnate da ferite che nessuna vittoria potrà cancellare.
Solo allora, quando l'illusione si dissolve e la tragedia appare in tutta la sua evidenza, emerge la supplica: <… il soldato chiede perdono per i propri errori e implora pietà per chi è sopravvissuto>.
A quel punto la corte tace.
⚔️💔🏚️ Perché la guerra non è mai stata la gloria cantata dai potenti né l'epopea celebrata dai loro cortigiani. È sempre stata ciò che rimane quando gli inni finiscono: morte, dolore, lutti e macerie.
Forse Merlino aveva ragione. Se l'umanità dovesse affrontare draghi e mostri, troverebbe un nemico comune contro cui rivolgere la propria furia. Invece continua a combattere sé stessa, sedotta da microbi invisibili: l'orgoglio, la sete di potere, il fanatismo, l'illusione che la violenza possa costruire un futuro migliore.
🐉⏳🌍 Sono questi i veri draghi che attraversano la storia.
E, finché continueremo a scambiarli per eroi,
il loro fuoco continuerà a consumare la vita della gente comune.
Daniel Sempere (nom de plume) è un osservatore delle dinamiche sociali e digitali. Analizza l’umanesimo nell'era del silicio per una platea internazionale tra Europa e Stati Uniti.
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