Non Γ¨ cambiato l'ingegno, Γ¨ cambiata l'estensione della nostra mente. Una riflessione sociologica tra trucchi scolastici e dipendenza digitale
di Daniel Sempere
Ogni generazione di studenti ha sviluppato i propri trucchi per sopravvivere alle interrogazioni e ai compiti in classe. Un tempo si utilizzavano dei bigliettini nascosti nelle maniche, nei pantaloni, nelle scarpe, nelle calze, dentro un astuccio o un vocabolario. Oggi, al loro posto, c’Γ¨ uno strumento molto piΓΉ potente e discreto: lo smartphone.
E come sempre accade, quando c’Γ¨ di mezzo la scuola, l’ingegno degli studenti non tarda a manifestarsi.
L'evoluzione del trucco: dalla π️biro alla π±chat effimera
Quando si tratta di aggirare un ostacolo, i giovani dimostrano una creativitΓ sorprendente: c’Γ¨ chi abbassa la luminositΓ dello schermo al minimo, chi attiva la modalitΓ aereo, chi nasconde il dispositivo nell’astuccio o sotto la coscia, chi utilizza app per appunti rapidi o chat con messaggi effimeri che non lasciano traccia.
In confronto, l’epoca delle cartucciere, dei bigliettini nascosti e delle formule "tatuate" con la penna biro sul corpo, sembra appartenere a una lontana preistoria scolastica.
Stratagemmi che cambiano nel tempo, ma che hanno accompagnato l’esperienza scolastica di tutte le generazioni, con l’eccezione di quelli che un tempo venivano chiamati "secchioni" e che oggi, con un lessico piΓΉ anglosassone, si definiscono nerd: quelli bravi, insomma.
Eppure una differenza tra le generazioni esiste. Se in passato gli studenti dovevano inventarsi qualcosa, sviluppando creativitΓ e ingegno, oggi si affidano con piΓΉ immediatezza alla tecnologia.
In confronto, l’epoca delle cartucciere, dei bigliettini nascosti e delle formule "tatuate" con la penna biro sul corpo, sembra appartenere a una lontana preistoria scolastica.
Stratagemmi che cambiano nel tempo, ma che hanno accompagnato l’esperienza scolastica di tutte le generazioni, con l’eccezione di quelli che un tempo venivano chiamati "secchioni" e che oggi, con un lessico piΓΉ anglosassone, si definiscono nerd: quelli bravi, insomma.
Eppure una differenza tra le generazioni esiste. Se in passato gli studenti dovevano inventarsi qualcosa, sviluppando creativitΓ e ingegno, oggi si affidano con piΓΉ immediatezza alla tecnologia.
Il telefono π±come estensione della menteπ§ π: una dipendenza socialeπ?
Il punto non riguarda tanto l’astuzia degli studenti, che non Γ¨ mai mancata. Riguarda piuttosto il rapporto sempre piΓΉ stretto tra i giovani e il loro telefono.
Le ricerche descrivono una generazione che trascorre una parte consistente della giornata davanti allo schermo di uno smartphone o di un tablet. Ma il dato, per me piΓΉ sorprendente, non Γ¨ la quota tempo, quanto la frequenza con cui questi dispositivi vengono controllati: il telefono Γ¨ spesso tenuto in mano o a portata di sguardo, come se fosse una sorta di estensione della mente.
Non Γ¨ in discussione l’utilitΓ di uno strumento potente come la tecnologia. CiΓ² che merita attenzione riguarda, piuttosto, le conseguenze sociali derivanti da una sorta di dipendenza. Restando costantemente connessi al mondo virtuale, si perdono occasioni preziose di relazione con il mondo reale: quelle esperienze quotidiane che aiutano a crescere, a confrontarsi, a costruire relazioni autentiche con i coetanei e con gli adulti.
Le ricerche descrivono una generazione che trascorre una parte consistente della giornata davanti allo schermo di uno smartphone o di un tablet. Ma il dato, per me piΓΉ sorprendente, non Γ¨ la quota tempo, quanto la frequenza con cui questi dispositivi vengono controllati: il telefono Γ¨ spesso tenuto in mano o a portata di sguardo, come se fosse una sorta di estensione della mente.
Non Γ¨ in discussione l’utilitΓ di uno strumento potente come la tecnologia. CiΓ² che merita attenzione riguarda, piuttosto, le conseguenze sociali derivanti da una sorta di dipendenza. Restando costantemente connessi al mondo virtuale, si perdono occasioni preziose di relazione con il mondo reale: quelle esperienze quotidiane che aiutano a crescere, a confrontarsi, a costruire relazioni autentiche con i coetanei e con gli adulti.
La sfida educativaπ : insegnare la π️libertΓ , non demonizzare lo strumento π±
La vera sfida educativa del nostro tempo non consiste nel demonizzare gli strumenti digitali, ma nell’insegnare ai giovani a non diventarne prigionieri. Il problema non Γ¨ lo smartphone in sΓ©. Ogni epoca ha proposto i propri strumenti e le proprie scorciatoie. La domanda riguarda piuttosto il ruolo che questi oggetti stanno occupando nella vita dei piΓΉ giovani:
"Sono e rimangono degli strumenti per uno stile di comunicazione digitale o rischiano di sostituire la comunicazione verbale e non verbale?"
❓E allora il vero interrogativo, per genitori e insegnanti, non Γ¨ come eliminare il π±telefono dalle mani degli studenti, ma come aiutare una generazione a non perdere il gusto dell’incontro, della conversazione e perfino della noia, sΓ¬ quella sana, da cui spesso nascono le idee miglioriπ‘.
#Scuola #Tecnologia #Smartphone #Studenti #Dipendenza Digitale #Educazione #SocietΓ #TrucchiScolastici
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