di π·πππππ πππππππ
Lo ammetto, sono un topo di biblioteca, non nell’accezione
piΓΉ letterale del termine, sono piΓΉ un news researcher, che dedica gran
parte del proprio tempo alla ricerca di notizie, informazioni, veritΓ nascoste.
Non opero nell’affascinante e maestosa atmosfera della New York Public
Library a Manhattan, ma nella mia modesta home computer station, con
l’unico vantaggio di potermi concedere una tazza di caffΓ¨ al bisogno.
Passo molto del mio tempo leggendo articoli di giornale
provenienti da ogni parte del mondo e naturalmente sui social, tramite i
quali condivido il frutto della mia ricerca. Non Γ¨ un vero e proprio lavoro, ma
una passione coltivata nel tempo, leggendo gli articoli dei maestri del
giornalismo investigativo come Seymour Hersh, di cui conservo brevi ma
preziose corrispondenze.
Frugando qua e lΓ , tra gli articoli e i commenti di professionisti
del giornalismo, della politica, ma anche di semplici utenti del mondo social,
noto un abuso sistemico del termine antifascista, quasi fosse encomio auto-referente.
Non Γ¨ termine che fa parte dello slang giovanile come: maranza,
boomer, dissing o ghostare, Γ¨ piΓΉ ...π€ una
sorta di aut aut, di fronte al quale non hai alternativa:
< Deciditi, sei fascista o antifascista? >
Mi ha incuriosito la cosa e ho voluto approfondire...
Nell’ultimo decennio il dibattito piΓΉ
frequente tra studiosi e politici statunitensi poggiava proprio sull’antifascismo,
tanto da organizzare nel 2023 una convention dell'American Political Science
Association sul tema.
Mi chiedo: esiste una base sia pur teorica
per sostenere che un Governo di stampo occidentale possa rispecchiare i
caratteri fondanti del fascismo?
Assai improbabile! Il fascismo Γ¨ ideologia alternativa al capitalismo liberale e al comunismo marxista, non esistono eredi o testimoni intellettuali.
Eppure il termine Γ¨ ancora in voga, etichettare
qualcuno che non ti piace come "fascista" Γ¨ slogan diffuso, un alibi cui affidarsi in
emergenza di idee o contenuti.
I nostri intellettuali e politici di sinistra hanno adottato di buon grado il tormentone, influenzando le radici piΓΉ popolari
della nostra cultura.
Se etichetti qualcuno come “comunista” dovrai
dimostrarlo, ma un Saverio Tommasi qualsiasi potrebbe rifiutarsi di
ammetterlo, appellandosi al codice deontologico del giornalismo.
Questa isteria collettiva non Γ¨
riconosciuta come sociopatologia, ma Γ¨ fenomeno dilagante.
A onor del vero qualche aderenza contemporanea al fascismo sussiste ma, contrariamente
a quanto si potrebbe pensare, gli episodi piΓΉ reazionari sono
di matrice sindacale e comunista.
Sono sempre piΓΉ frequenti gli scontri violenti tra forze dell’ordine
e centri sociali, anarchici e movimenti di estrema sinistra che inneggiano
alla rivolta sociale, promuovendo scioperi che paralizzano attivitΓ e servizi
del Paese.
Formazioni
squadriste con caschi e kefiah, armate di spranghe, coltelli, razzi e
bombe carta, sfilano a sostegno di chi sfida le regole del vivere civile, scatenando
rivolte nei quartieri delle nostre cittΓ , organizzando raid punitivi contro
avversari politici, sfidando un governo democraticamente eletto dopo anni di “commissariamento”
politico indotto da Bruxelles.
Una sinistra ormai priva d’identitΓ , snaturata al
punto di identificarsi con le politiche del Foro Economico Mondiale, cartello
delle grandi multinazionali e degli uomini piΓΉ potenti del pianeta.
Paradosso colossale!
E allora "dagli al fascista" e non dovrai nemmeno offrire spiegazioni...
Poco importa se stai involontariamente facendo il gioco del capitalismo
nella sua variante comunista, versione nuova e aberrante, perchΓ© ne combinerΓ il suo aspetto piΓΉ disumano con quello piΓΉ subdolo e censorio del
comunismo statalista.
Il medioevo postmoderno, sempre piΓΉ laico e promotore delle ideologie
woke e green è lì che ti aspetta caro compagno, se il
Grande Reset riuscirΓ , nel 2030 l’algoritmo deciderΓ cosa Γ¨ meglio per te e sarai
felice.
Mi si è chiuso lo stomaco al solo pensiero, mi preparo un caffè...

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