<Potrei ambire a una sorte migliore?>
Conosco già la risposta. Eppure, proprio in quel silenzio, la porta dell'azzardo si materializza davanti a me, invitandomi a entrare, a chiudere gli occhi e a smettere di pensare.
In cuor mio vorrei che quella porta non avesse maniglie. Ma, cogliendo la mia esitazione, sembra aprirsi da sola, scivolando silenziosamente sui cardini per lasciar filtrare una luce fortissima, quasi ipnotica.
Prima ancora che una mano possa allungarsi per invitarmi a varcare la soglia, mi blocco. Una parte vigile di me riconosce d'un tratto il pericolo. Quel risveglio improvviso della coscienza si trasforma in vento e, con un soffio violento, richiude d'impatto quel battente.
La curiosità che mi aveva condotto fin lì, quella stessa fragilità che stava offrendo il fianco al dubbio, finisce così per restituirmi una percezione più nitida di ciò che già possiedo. Quel soffio ribelle mi costringe a voltarmi e a guardare quanta fortuna mi stia già alle spalle.
🚪🔒🛡️Il dubbio si trasforma in certezza: quella porta chiusa non mi ha privato di nulla. Mi ha impedito di perdere ciò che ho di più prezioso.
Il paradosso dell'abitudine
I legami, la famiglia, le persone care, la salute, la casa, la rete delle relazioni, le piccole libertà di ogni giorno. Mi accorgo d'un tratto che molte di queste cose non riuscivo più a vederle. Non perché fossero scomparse, ma semplicemente perché erano diventate "normali".
👁️🎁🫥È forse questo il paradosso più grande della quotidianità: ci avvezza alle nostre fortune fino a renderle invisibili. Ci adegua a ciò che abbiamo, fino a farci dimenticare che un tempo l'avremmo considerato un dono inestimabile.
È lì che nascono le inquietudini. Cominciamo a misurare la qualità della nostra vita attraverso ciò che manca, anziché attraverso ciò che già la rende ricca. Guardiamo altrove. Confrontiamo. Desideriamo. Inseguiamo continui upgrade (spesso materiali, talvolta superflui), convinti che aggiungere qualcosa al nostro percorso significhi necessariamente migliorarlo.
🔄👁️🌱Ma il vero upgrade non è quello che aggiunge un tassello alla nostra vita: è quello che modifica il nostro sguardo su di essa.
Tra sana ambizione e rovina
Non si tratta di rinunciare all'ambizione. L'ambizione è sana quando nasce dal desiderio di crescere, imparare, costruire e superare i propri limiti. L'azzardo, al contrario, è qualcosa di profondamente diverso: mette a rischio ciò che è certo e prezioso per inseguire qualcosa di altamente incerto.
Forse sono stato tentato di avvicinarmi a quella porta non perché la mia vita addebitasse reali mancanze, ma perché avevo smesso di riconoscere quanto fosse già buona.
🌱🧭🏡Essere consapevoli della propria fortuna non significa rassegnarsi o accontentarsi di tutto. Possiamo desiderare altro, possiamo evolvere e coltivare legittime aspirazioni. Ma possiamo farlo senza svalutare ciò che abbiamo già edificato. E quando riconosciamo qualcosa come una fortuna, nasce inevitabilmente la gratitudine: verso la vita, il destino, il caso o le persone che abbiamo incontrato. Ognuno può attribuirle l'origine che preferisce.
Oggi quella porta non è più la stessa. Prima rappresentava la tentazione di un desiderio vago; oggi rappresenta lo specchio che mi ha costretto a riscoprire ciò che possedevo già.
La domanda da cui ero partito si è completamente trasformata. Non è più: <Sono felice?>
Forse la vera domanda da porsi è un'altra:
Quante delle fortune che oggi popolano la nostra vita
abbiamo smesso di riconoscere,
solo perché sono diventate quotidiane?
#Consapevolezza #Gratitudine #Vita #Ambizione
Daniel Sempere (nom de plume) è un osservatore delle dinamiche sociali e digitali. Analizza l’umanesimo nell'era del silicio per una platea internazionale tra Europa e Stati Uniti.
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