Di Daniel Sempere
π↩️π¨️Ci sono momenti in cui allontanarsi dal mondo non significa volerlo abbandonare, ma provare finalmente ad ascoltarlo. Γ nel silenzio, quando il rumore di fondo si attenua e le voci degli altri smettono per un istante di sovrapporsi, che riesco a distinguere la mia.
Forse Γ¨ proprio questa la solitudine di cui ho davvero bisogno.
Ci hanno insegnato che essere soli significa privarsi di qualcosa: di relazioni, di affetti, di presenza. Ho scoperto, invece, che esiste una solitudine diversa, deliberata e mai subita. Una distanza nella quale non ci si allontana dagli altri per negarli, ma per ritrovare sΓ© stessi. Γ proprio in quella sospensione dal frastuono che riacquisto la capacitΓ di riflettere, di ascoltarmi e di ritrovare la mia misura.
Non Γ¨ un'assenza, ma una scelta
Quando le chiacchiere vuote e il rumore di fondo iniziano a stordirmi, sento il bisogno di sottrarmi, superando anche gli autorevoli rimbrotti della coscienza sociale.
Trovo rifugio nella scrittura, attraverso quel viaggio nel tempo e nello spazio che solo l'immaginazione rende possibile. Trovo rifugio nella musica, capace di dare voce a quelle emozioni che le parole non riescono a raggiungere, creando uno spazio intimo e protetto. A volte basta un pensiero, una suggestione o un ricordo per ritrovare la serenitΓ e fare pace con il mondo.
π§♂️π¬π§ La solitudine, quando diventa una scelta consapevole, si trasforma in una risorsa straordinaria: un laboratorio interiore dove la mente lavora con una profonditΓ impossibile da raggiungere nel caos quotidiano. Non si tratta soltanto di rallentare il movimento delle lancette, ma di cambiare il modo in cui abitiamo il tempo. Smettere di considerarlo una merce da consumare e trasformarlo in uno spazio da vivere; ritrovare l'intensitΓ del momento nella pagina di un diario, nelle righe di un editoriale o nelle note di una melodia.
Cercare un centro di gravitΓ
π§⭕π§Γ forse questo il mio modo di cercare, per dirla con Franco Battiato, un "centro di gravitΓ permanente": uno spazio interiore dove non debba rispondere continuamente alle aspettative altrui, nΓ© correre per stare al passo con la velocitΓ del mondo.
Ma la solitudine autentica non chiede di restare lontani. Chiede soltanto di poter tornare.
Tornare a sΓ© stessi per ritrovare, nel silenzio, uno sguardo piΓΉ limpido sulle cose. Tornare agli altri senza la smania di dover riempire ogni vuoto, senza la necessitΓ di partecipare a ogni conversazione, senza lasciarsi trascinare dai ritmi imposti dall'esterno.
Γ proprio questo il paradosso della solitudine: ci allontana per un istante dal rumore per restituirci integralmente alla realtΓ . Non Γ¨ una fuga, ma il modo piΓΉ sano, consapevole e civile che conosco per onorare la vita e viverla davvero, anzichΓ© limitarsi ad attraversarla superficialmente.
#Solitudine #Tempo #Saggistica
Daniel Sempere (nom de plume) Γ¨ un osservatore delle dinamiche sociali e digitali. Analizza l’umanesimo nell'era del silicio per una platea internazionale tra Europa e Stati Uniti.
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