L'eclissi della legalitΓ globale nell'era dei nuovi conflitti.
di Daniel Sempere
π€Che fine ha fatto il diritto internazionale?
Come scrivevo nelπ Manifesto di lunedΓ¬, abbiamo bisogno di pilastri solidi per non smarrirci. Oggi, guardando alle macerie del Diritto Internazionale, quella π§'bussola' non Γ¨ piΓΉ un esercizio teorico, ma un'urgenza vitale.
Dove sono finiti quei sani princΓ¬pi che l’ordine globale del dopoguerra aveva condiviso per scongiurare conflitti immani tra grandi potenze e promuovere diplomazia e cooperazione tra i popoli?
Quando nel lontano aprile del 1945 nacque l'ONU, l’organizzazione intergovernativa piΓΉ rappresentativa a livello globale, ci si illuse che il mantenimento della pace, della sicurezza internazionale e la protezione dei diritti umani, fossero garantiti dalla sottoscrizione di 50 governi, tra i piΓΉ potenti al mondo, della Carta delle Nazioni Unite. A distanza di 81 anni ci ritroviamo ad affrontare una pericolosa escalation dell’ultra-nazionalismo, di rivalitΓ strategiche e giochi di potere egemonici.
Le istituzioni multilaterali che un tempo garantivano la stabilitΓ sono sempre piΓΉ al margine della diplomazia e della politica. I trattati fondamentali, sottoscritti a suo tempo da autorevoli mediatori di pace, appaiono oggi svuotati di significato, spesso violati con incredibile disprezzo di accordi vincolanti.Riemerge quella pericolosa deriva basata sulla forza che aveva caratterizzato la prima metΓ del 20° secolo.
"Gli ordini internazionali decadono πquando viene meno l’impegno di chi Γ¨ deputato π️ad agire in favore della collettivitΓ ."
⚖️I princΓ¬pi vengono barattati con l'opportunitΓ politica, creando una giungla di doppi standard morali dove il diritto non Γ¨ piΓΉ uguale per tutti, ma diventa lo scudo dei forti e il cappio dei deboli.Oggi come oggi la sicurezza globale Γ¨ messa a forte rischio da squilibri di potere e interessi che sfuggono al controllo dell’ordine internazionale.
La Carta delle Nazioni Unite, l'infrastruttura giuridica su cui poggia il diritto internazionale, viene sistematicamente ignorata e calpestata dalle piΓΉ grandi potenze del pianeta. Il potere dei "forti" mette sistematicamente in fuorigioco qualsiasi offensiva in favore del diritto internazionale. La minaccia dell'uso della forza e il ricorso ad azioni militari Γ¨ diventata inquietante normalitΓ .Eppure, a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, la Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite risolse con successo numerose pericolose controversie internazionali:in Mozambico, in Namibia, in Cambogia, in El Salvador, in Croazia, garantendo la cessazione delle ostilitΓ .
Erano gli anni in cui le super-potenze garantivano il rispetto di norme di giustizia internazionale.Ora quegli stessi giganti sono i primi a non rispettarle.Una simile inversione di tendenza comporta un’inevitabile perdita di credibilitΓ e scarsa autorevolezza del diritto internazionale.Emerge un’equivoca "cultura" dell’indignazione e dell’opportunitΓ offensiva, supportata da un’ipocrita e subdola propaganda mediatica.
Come si sia arrivati a questo paradosso non ci Γ¨ dato sapere, quel che Γ¨ certo Γ¨ che la nostra indifferenza e l’applicazione arbitraria del diritto internazionale, hanno messo a nudo tutti i limiti dell’attuale politica internazionale.Difficile tornare indietro, ci vorrebbe coraggio, molto coraggio, per denunciare questa "ipocrisia".π️PuΓ² sembrare persino retorico parlare di pace in un’epoca di conflitti ideologici, in contesti manipolati dalla disinformazione digitale, dove la veritΓ Γ¨ la prima vittima πdi ogni conflitto. [Manifesto: 5. La VeritΓ come atto di ribellione]Ricordiamoci che lo stato di diritto Γ¨ una delle piΓΉ grandi conquiste dell'umanitΓ : un traguardo che si garantisce soltanto promuovendo giustizia e diritti per tutti.
#DirittoInternazionale #ONU #Geopolitica #Pace #UmanesimoDigitale---Segui le mie riflessioni quotidiane anche sul mio profilo X (Twitter).
π€Che fine ha fatto il diritto internazionale?
Come scrivevo nelπ Manifesto di lunedΓ¬, abbiamo bisogno di pilastri solidi per non smarrirci. Oggi, guardando alle macerie del Diritto Internazionale, quella π§'bussola' non Γ¨ piΓΉ un esercizio teorico, ma un'urgenza vitale.
Dove sono finiti quei sani princΓ¬pi che l’ordine globale del dopoguerra aveva condiviso per scongiurare conflitti immani tra grandi potenze e promuovere diplomazia e cooperazione tra i popoli?
Quando nel lontano aprile del 1945 nacque l'ONU, l’organizzazione intergovernativa piΓΉ rappresentativa a livello globale, ci si illuse che il mantenimento della pace, della sicurezza internazionale e la protezione dei diritti umani, fossero garantiti dalla sottoscrizione di 50 governi, tra i piΓΉ potenti al mondo, della Carta delle Nazioni Unite. A distanza di 81 anni ci ritroviamo ad affrontare una pericolosa escalation dell’ultra-nazionalismo, di rivalitΓ strategiche e giochi di potere egemonici.
Le istituzioni multilaterali che un tempo garantivano la stabilitΓ sono sempre piΓΉ al margine della diplomazia e della politica. I trattati fondamentali, sottoscritti a suo tempo da autorevoli mediatori di pace, appaiono oggi svuotati di significato, spesso violati con incredibile disprezzo di accordi vincolanti.
Riemerge quella pericolosa deriva basata sulla forza che aveva caratterizzato la prima metΓ del 20° secolo.
"Gli ordini internazionali decadono πquando viene meno l’impegno di chi Γ¨ deputato π️ad agire in favore della collettivitΓ ."
⚖️I princΓ¬pi vengono barattati con l'opportunitΓ politica, creando una giungla di doppi standard morali dove il diritto non Γ¨ piΓΉ uguale per tutti, ma diventa lo scudo dei forti e il cappio dei deboli.
Oggi come oggi la sicurezza globale Γ¨ messa a forte rischio da squilibri di potere e interessi che sfuggono al controllo dell’ordine internazionale.
La Carta delle Nazioni Unite, l'infrastruttura giuridica su cui poggia il diritto internazionale, viene sistematicamente ignorata e calpestata dalle piΓΉ grandi potenze del pianeta. Il potere dei "forti" mette sistematicamente in fuorigioco qualsiasi offensiva in favore del diritto internazionale. La minaccia dell'uso della forza e il ricorso ad azioni militari Γ¨ diventata inquietante normalitΓ .
Eppure, a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, la Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite risolse con successo numerose pericolose controversie internazionali:
in Mozambico, in Namibia, in Cambogia, in El Salvador, in Croazia, garantendo la cessazione delle ostilitΓ .
Erano gli anni in cui le super-potenze garantivano il rispetto di norme di giustizia internazionale.
Ora quegli stessi giganti sono i primi a non rispettarle.
Una simile inversione di tendenza comporta un’inevitabile perdita di credibilitΓ e scarsa autorevolezza del diritto internazionale.
Emerge un’equivoca "cultura" dell’indignazione e dell’opportunitΓ offensiva, supportata da un’ipocrita e subdola propaganda mediatica.
Come si sia arrivati a questo paradosso non ci Γ¨ dato sapere, quel che Γ¨ certo Γ¨ che la nostra indifferenza e l’applicazione arbitraria del diritto internazionale, hanno messo a nudo tutti i limiti dell’attuale politica internazionale.
Difficile tornare indietro, ci vorrebbe coraggio, molto coraggio, per denunciare questa "ipocrisia".
π️PuΓ² sembrare persino retorico parlare di pace in un’epoca di conflitti ideologici, in contesti manipolati dalla disinformazione digitale, dove la veritΓ Γ¨ la prima vittima πdi ogni conflitto. [Manifesto: 5. La VeritΓ come atto di ribellione]
Ricordiamoci che lo stato di diritto Γ¨ una delle piΓΉ grandi conquiste dell'umanitΓ :un traguardo che si garantisce soltanto promuovendo giustizia e diritti per tutti.
#DirittoInternazionale #ONU #Geopolitica #Pace #UmanesimoDigitale
---
Segui le mie riflessioni quotidiane anche sul mio profilo X (Twitter).

Nessun commento:
Posta un commento